Conte e il Recovery Fund: “L’Italia non accetta compromessi”

Conte parla chiaro al termine della prima giornata di lavori del Consiglio europeo: "Entriamo in logiche di revisione, ma facendo interessi nostri e dell'Unione"

newsby Redazione18 Luglio 2020



Giuseppe Conte parla chiaro al termine della prima giornata di lavori del Consiglio europeo. E individua la posizione assunta dall’Italia in questa fase di negoziazioni: “Non si tratta di porre il veto, si tratta di trovare un accordo. Ma vorrei essere chiaro. L’Italia è molto ambiziosa, ma lo è non solo per difendere i propri interessi, cosa che inevitabilmente è senz’altro vera. Ma anche perché difende una proposta della Commissione Europea“.

Conte e una revisione senza compromessi

Quindi noi stiamo difendendo la proposta della Commissione e stiamo difendendo le prerogative della Commissione – ha voluto precisare il presidente del Consiglio –. Siamo anche disponibili a entrare nella logica della revisione di qualche dettaglio“. Ma Conte allarga il campo: “Non siamo però assolutamente disponibili ad accettare una soluzione di compromesso. Una soluzione che alteri non solo l’equilibrio tra le istituzioni europee, e questa per noi è una linea rossa, ma anche l’ambizione per quanto riguarda l’ammontare dell’intervento del Recovery Fund e il bilanciamento e l’equilibrio interno tra sussidi e prestiti“.

L’obiettivo finale dell’Italia (e dell’Europa intera)

Quindi Conte mette nel mirino l’obiettivo finale suo e dell’Italia che rappresenta: “Dobbiamo essere molto chiari. Noi dobbiamo declinare un programma che favorisca la ripresa europea. Soprattutto nei Paesi più colpiti e meno resilienti. Quindi dev’essere un programma che deve rispondere a queste caratteristiche. Adeguatezza, proporzionalità, effettività. Se manca uno di questi aspetti vuol dire che lo strumento non è assolutamente né ben strutturato, né funzionale“.

Su uno dei punti in questione, poi, il Premier vuole essere ancora più chiaro. “Per quanto riguarda l’effettività, dobbiamo tener conto che questo significa che questo programma sia effettivamente perseguibile. Se poi frapponiamo degli ostacoli operativi lo rendiamo inefficace. E non serve a nessuno, né all’Italia, né alla Spagna, né alla Francia e né all’Europa“, è il monito di Conte.


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