Alcuni esponenti della Lega sono contrari alla candidatura di Vannacci: le motivazioni

Da Giorgetti a Fedriga, le reazioni dei big leghisti alla candidatura del generale sono tutt’altro che incoraggianti. Ma Salvini assicura: “Con lui 800 mila voti”

Alla fine, Matteo Salvini ha deciso: Roberto Vannacci sarà candidato con la Lega alle prossime elezioni Europee. Una scommessa, azzardata, che il leader del Carroccio ha fatto in un momento complicato per il partito, che rischia il sorpasso (probabilmente già avvenuto) di Forza Italia. La Lega sottolinea il “grande interesse suscitato” dalla candidatura “anche in mondi esterni al partito”. La volontà del ministro dei Trasporti è intercettare 800 mila voti in più, un risultato ambizioso, che si scontra anche con l’accoglienza, tiepida, per usare un eufemismo, dei colleghi della Lega. Pochi i messaggi di benvenuto al generale, che sarà candidato in ogni circoscrizione, e da capolista in quella di residenza, Italia Centro. Non sono mancate invece le perplessità, che parlano di un partito spezzato in due.

Fedriga: “Voterò i tre candidati del Friuli Venezia Giulia”

Nessun endorsment, e fa rumore considerata la caratura del personaggio, da parte del governatore Massimiliano Fedriga, che ha già annunciato che non voterà Vannacci alle prossime elezioni Europee: “Sono molto contento dei tre candidati del Friuli Venezia Giulia e sono possibili solo tre preferenze”, ha dichiarato. Nonostante il tentativo di Edoardo Rixi di fare fronte comune: “Non è una svolta a destra, la Lega ha sempre candidato persone di qualsiasi tendenza politica, purché spinte dalla volontà di impegnarsi per il nostro Paese”, tanti dentro al partito parlano di un “paracadutista paracadutato”, o ancora chi, come Gian Marco Centinaio non ha usato mezze misure: “Non lo voterà, mio nonno fu picchiato dai fascisti”, “Speriamo di candidare anche qualcuno della Lega…” h ironizzato invece Palo Grimoldi, coordinatore del Comitato Nord creato da Umberto Bossi.

Matteo Salvini
Matteo Salvini | ANSA/GIUSEPPE LAMI – Newsby.it

Il veto di Giorgetti: “Vannacci non è della Lega”

Deciso il no anche di Giancarlo Giorgetti sulla candidatura Roberto Vannacci: “Non è della Lega” ha risposto a chi gli chiedeva un commento sulla candidatura del generale alle europee. Il ministro nella giornata di ieri si trovava a Varese, nella sede della Lega, per sostenere la candidatura di Isabella Tovaglieri, che lo stesso ha messo a confronto con quella del 56enne toscano: “Lei è una candidata figlia di questa terra, sente quello che pensa la gente, serve il territorio”. Vannacci no, gli fanno notare. “Frase corretta e contiene già la risposta”. Sulle dichiarazioni recenti di Vannacci Giorgetti replica solo seccamente: “non condivido”.

Crosetto: “Vannacci eletto? Sarà contento l’esercito…”

Inevitabile che l’argomento sia attualissimo anche nella kermesse di Fratelli d’Italia a Pescara, con gli alleati che hanno accolto più che altro con ironia la decisione di candidare Roberto Vannacci alle prossime Europee. “Una scelta win-win, come si dice. Per lui, per la Lega e per l’esercito. Se verrà eletto, dovrà lasciarlo o andare in aspettativa”, ha commentato il ministro della Difesa Guido Crosetto. “Anche Crosetto ha tanto seguito nelle Forze Armate e in Leonardo – la risposta al veleno del vicesegretario leghista Andrea Crippa -. Visto che ha così tanto seguito si candidi e si misuri in una campagna elettorale difficile e dispendiosa”.

La risposta di Vannacci: “Il sarcasmo lo lascio al ministro”

E il generale come risponde? Ormai avvezzo alla polemica e alle critiche le parole di Crosetto non sembrano tangerlo: “Il sarcasmo lo lascio al ministro. È una sua opinione, se ritiene che sia così non vorrei deluderlo”. Intanto per ora l’autore di Il mondo al contrario non lascia l’esercito e, se non dovesse approdare a Strasburgo, deciderà più avanti come comportarsi. “Sono problemi loro, da risolvere nell’ambito del partito, di cui non ho la tessera”, ha spiegato ancora Vannacci, che alle Europee correrà da indipendente. Il generale, inoltre, immaginava di essere capolista in più di una circoscrizione, ha rivelato prima dell’ufficializzazione della posizione alta solo al Centro.

“Adesso inizia la vera battaglia”

“Non sono sicuro di essere eletto, ora inizia la vera battaglia”, ha dichiarato ancora il generale, che giura di aver sciolto il nodo solo “3-4 giorni fa”, con un WhatsApp diretto a Matteo Salvini: “Mi ha scritto che era contento”. Ha ancora “molti impegni presi” per la presentazione del nuovo libro e, a quanto si apprende, presto dovrebbe fare qualche uscita pubblica al fianco del segretario. Intanto ha declinato le sue priorità: “In Europa per combattere immigrazione incontrollata e ricucire i rapporti con la Russia, mai più grandi errori come green pass e obbligo vaccinale”. “Un ottimo inizio. Bravo generale. Parlare chiaro sin da subito”, il solitario benvenuto di Claudio Borghi.

L’ambizione di Salvini: con Vannacci 800 mila voti

E dire che l’idea di Salvini è quella di portare potenzialmente 800 mila in voti in più al Carroccio, ovvero circa il 3% degli aventi diritto se, come alle Politiche del 2022, saranno 24 milioni gli italiani attesi alle urne, percentuale anche più alta, se come previsto, l’affluenza sarà ancora minore. Il generale, con il libro ormai diventato un best seller apprezzatissimo nel mondo conservatore di destra, in ambienti delle forze armate e tra gli irriducibili no-vax, ha fatto breccia anche tra chi negli ultimi anni si è allontanato da FdI e Lega. Non è un caso che in sua difesa si siano mossi ex colonnelli di Alleanza Nazionale come Francesco Storace: “Viva Salvini e viva Vannacci, dovrebbero rispondere certi leghisti”, e l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno.

I numeri del generale, dai social al record di vendite

Diciamo che la sua influenza social potrebbe crescere ulteriormente. Il generale ha infatti 17 mila follower su Facebook, e solo circa 5 mila su Instagram. Diverso il discorso però sul suo primo libro, l’ormai celeberrimo Il mondo al contrario, che secondo alcune stime avrebbe venduto più o meno 230 mila copie. Da poco è inoltre uscito, con la stessa casa editrice di della biografia di Salvini, Il coraggio vince, nuova fatica di Vannacci.

Il mondo al contrario è anche un comitato di “cittadini fermamente intenzionati a dare un seguito ai contenuto di quei dodici capitoli”. Il tesseramento costa 30 euro. Ci sono sei coordinatori territoriali per altrettante macroregioni. Lo presiede Fabio Filomeni, colonnello in pensione. Fra i coordinatori nazionali il piacentino Norberto De Angelis, ex giocatore di football americano e atleta paralimpico, con una breve parentesi in FdI a Parma. Nella segreteria nazionale anche i calabresi Bruno Spatara, con un passato in Forza Nuova, e Vittorio Gigliotti, anima del filorusso Cantiere Laboratorio.

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