Afghanistan: i talebani vogliono aprire il Paese al turismo

Il regime che ha ripreso il potere in Afghanistan dal 2021 sta formando personale e riaprendo siti archeologici, ma i turisti sono pochi

A tre anni dal suo insediamento, avvenuto a metà del 2021 con la conquista militare del paese dopo il ritiro delle truppe statunitensi, il governo talebano in Afghanistan ha provato vari espedienti per normalizzare le relazioni internazionali e stabilizzare la situazione interna.

Attualmente, il regime talebano non è riconosciuto da nessun paese al mondo, è molto isolato e deve affrontare una gravissima crisi economica.

Tra questi tentativi, uno dei meno rilevanti ma interessanti è il turismo: visitare l’Afghanistan è stato impossibile per più di vent’anni a causa della guerra tra i talebani e una coalizione guidata dagli Stati Uniti, ma recentemente qualche centinaio di turisti ha visitato il paese, nonostante la situazione critica.

I talebani vogliono aprire l’Afghanistan al turismo

Questi numeri sono molto piccoli e non possono influenzare l’economia del paese, ma hanno ricevuto qualche incentivo dal governo talebano, che spera di migliorare l’immagine dell’Afghanistan. Associated Press ha riportato che a Kabul ha recentemente aperto un istituto per formare professionisti nel settore dell’ospitalità e del turismo.

La prima classe è composta da 30 uomini, di diverse età, livelli di istruzione ed esperienze professionali (nessuna donna è ammessa, poiché è vietato loro studiare dopo le scuole medie).

Afghanistan: i talebani vogliono aprire il Paese al turismo
Afghanistan: i talebani vogliono aprire il Paese al turismo – Wikimedia Commons @Hogai Aryoubi – Newsby.it

 

Durante le lezioni, si studia la storia dell’Afghanistan e il suo patrimonio artistico, insieme a argomenti pratici sul mondo dell’ospitalità. Un tema trattato in modo informale è quello delle donne straniere: agli studenti viene spiegato come interagire con le turiste e come queste possano fare attività proibite alle donne afghane, come mangiare in pubblico o viaggiare e parlare con uomini che non sono loro famigliari o mariti.

Negli ultimi tre anni l’aumento dei visitatori in Afghanistan è stato piccolo ma comunque visibile: nel 2021 l’Afghanistan era stato visitato da 691 turisti stranieri, mentre nel 2022 questa cifra era salita a circa 2.300 e nel 2023 ha superato i 7mila ingressi.

Mohammad Saeed, capo della direzione del Turismo di Kabul, ha detto che la maggior parte dei visitatori stranieri viene dalla Cina. C’è da dire che tuttora fare turismo in Afghanistan è ancora molto difficile.

Il governo talebano non è riconosciuto formalmente da alcun paese e tutte le ambasciate afghane nel mondo hanno chiuso o sospeso le loro attività: sono frequenti gli scontri fra le nuove autorità e il personale delle ambasciate, che spesso è quello che era stato nominato dal governo precedente, ed è in aperto contrasto con i talebani.

Per questo motivo ottenere un visto è estremamente complicato e costoso: sono poche le ambasciate che continuano a emetterli.

In più, pochissime compagnie aeree offrono voli verso il paese e non esistono collegamenti diretti con i principali mercati turistici, come l’India, la Cina o gli Stati Uniti.

Anche spostarsi all’interno del paese è molto complicato, dato che la rete stradale è quasi inesistente e i turisti devono sottoporsi a continue perquisizioni ai posti di blocco, che servono anche a contrastare la potenziale minaccia degli attacchi terroristici, in gran parte compiuti dal gruppo dell’ISIS, che è ancora molto attivo nel paese.

Un altro esempio del cambiamento di atteggiamento del regime talebano, rispetto al passato, riguarda il sito dei Buddha di Bamiyan. Nel 2001, durante il loro primo governo (dal 1996 al 2001), i talebani distrussero due statue monumentali di Buddha del VI secolo, ritenendole blasfeme secondo la religione musulmana.

Tuttavia, in un’intervista del giugno 2023, il viceministro della Cultura Atiqullah Azizi ha annunciato che il governo aprirà il sito ai turisti, con biglietti che costano 58 centesimi per i cittadini afghani e circa 3,50 euro per i turisti stranieri.

Philippe Marquis, direttore della delegazione archeologica francese in Afghanistan, disse a Le Monde più di un anno fa che riaprire il sito avrebbe permesso ai leader afghani di “trasmettere un’immagine migliore del paese, ma soprattutto di dimostrare che i talebani sono andati avanti”.

Anche l’unico hotel a cinque stelle del paese, il Serena di Kabul, ha riaperto da poco la sua spa e il suo salone di bellezza, il cui ingresso è consentito solo a donne straniere con passaporto che attesti la loro provenienza non afghana.

Grazie a questa graduale apertura, alcune compagnie di viaggio occidentali hanno iniziato a proporre pacchetti di viaggio per l’Afghanistan, benché questa scelta sia stata criticata da molti.

Secondo Shane Horan, fondatore dell’agenzia di viaggi statunitense Rocky Road Travel, visitare l’Afghanistan non deve essere visto come un’approvazione del regime politico talebano: “L’obiettivo dovrebbe essere quello di sostenere pratiche di turismo responsabile che contribuiscano positivamente all’economia locale e favoriscano il rispetto e la comprensione reciproci, pur rimanendo consapevoli del più ampio contesto politico dell’Afghanistan”, ha detto ad AP.

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