Mazda, la “ricetta” per ridurre la CO2: dagli eFuels all’auto elettrica

L’auto elettrica è il futuro? Sì, ma per raggiungere gli obiettivi prefissati dall’UE potrebbe non bastare. Ecco perché è necessario un approccio integrato, proprio come quello suggerito dalla Mazda, che punta molto anche sui carburanti sintetici

Mazda e-fuels
Mazda e-fuels
newsby Emiliano Ragoni3 Luglio 2021


L’Europa darà una “stretta” decisiva alle auto a combustione. Entro il prossimo 2035, la UE potrebbe infatti decidere di dire addio ai motori a combustione. Proposta, quest’ultima, che dovrebbe essere inserita nel testo finale del pacchetto “Fit for 55”. Indubbiamente le emissioni di gas serra e il cambiamento climatico rappresentano una questione complessa e globale che coinvolge tutti i settori e le industrie, con l’obiettivo comune di ridurre il più possibile le emissioni di CO2.

L’approccio integrato della Mazda

Data l’entità del problema, per raggiungere l’obiettivo è necessario adottare un approccio integrato in grado di utilizzare tutti i punti di forza delle diverse tipologie di alimentazione attualmente a disposizione. L’elettrificazione indubbiamente è un pilastro decisivo per raggiungere la neutralità al carbonio entro il 2050, e il settore automobilistico e quello energetico lavorano in modo congiunto per accelerare la diffusione di veicoli elettrici ed elettrificati, parallelamente allo sviluppo delle relative infrastrutture di ricarica.

E proprio l’approccio integrato è quello suggerito dalla Mazda, la cui divisione italiana ha organizzato una tavola rotonda digitale denominata “La mobilità del futuro” a cui hanno preso parte Wojciech Halarewicz, Vice President Communications & Public Affairs, Mazda Motor Europe, Roberto Pietrantonio, Managing Director, Mazda Motor Italia, Giuseppe Ricci, Director General Energy Evolution, ENI, Davide Bonalumi, Prof. of Energy Systems, Dipartimento di Energia, Politecnico di Milano. Nella tavola rotonda si è discusso dei cambiamenti tutt’ora in atto nel settore dell’auto, con un focus particolare all’approccio integrato della casa giapponese.

e-fuel, Mazda ci punta

La Mazda, infatti, oltre all’elettrificazione sta puntando molto anche sull’utilizzo di combustibili a zero emissioni, come gli e-fuel, neutri in termini di CO2 e che possono contribuire alla riduzione delle emissioni, sia per le auto di nuova immatricolazione che per il circolante attuale. Questi combustibili sintetici sono infatti prodotti unendo idrogeno e carbonio (prelevato dalla CO2 atmosferica) così da ottenere idrocarburi come il metanolo. A dimostrazione del reale impegno in questa direzione, la Mazda è entrata a far parte della eFuel Alliance all’inizio di quest’anno, come primo costruttore automotive. Wojciech Halarewicz, Vice President Sales & Customer Service, commentando l’approccio multi-soluzione di Mazda, ha dichiarato: “La mobilità elettrica, se alimentata da energie rinnovabili, è di fatto uno strumento efficace per ridurre le emissioni, soprattutto nelle città, dove le distanze sono più brevi e la rete di ricarica è già relativamente fitta. Tuttavia, la realtà è che nella maggior parte dei mercati europei una quota significativa del mix energetico proviene ancora dai combustibili fossili. Inoltre, in molti luoghi in tutta Europa, caricare un veicolo elettrico fuori dalla propria abitazione è ancora una sfida. Per raggiungere l’obiettivo a lungo termine della neutralità climatica, riteniamo che sia necessario sfruttare tutte le opportunità per la riduzione delle emissioni impiegando varie tecnologie oggi e in futuro”.

Gli efuel permetteranno di raggiungere gli obiettivi dell’UE

Il Prof. del Dipartimento di Energia, Politecnico di Milano, Davide Bonalumi, è dello stesso parere. “L’elettrificazione del settore trasporti contribuirà in maniera importante alla diminuzione delle emissioni di CO2. Tuttavia, le auto a motore a combustione interna circolanti nel prossimo decennio e oltre saranno la stragrande maggioranza del parco circolante in Italia e in Europa. Pertanto, avere a disposizione combustibili con neutralità carbonica permetterà di raggiungere gli ambiziosi obiettivi dell’Europa. Agire sui combustibili permette una capillare distribuzione senza stravolgere l’attuale assetto tecnologico con impatti anche sull’economia del continente europeo. Gli e-fuels rappresentano un’opportunità per immagazzinare H2 ottenuto dal surplus energetico dato dalla presenza di rinnovabili installate”.

L’evoluzione delle stazioni di servizio

L’Ing. Ricci, Director General Energy Evolution, ENI, prevede un’evoluzione delle stazioni di servizio, che, nei prossimi anni diventeranno “multifunzione”. “Il settore dei trasporti è chiamato a dare un contributo importante agli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 e, proprio per questo, oltre allo sviluppo del trasporto elettrico, è stato individuato un mix di soluzioni che consentirà di raggiungere in modo efficace tale obiettivo. Si parte dallo sviluppo e produzione dei diversi low carbon fuels, tra cui biocarburanti liquidi e gassosi, ai carburanti da carbonio riciclato da recupero di rifiuti e ai carburanti sintetici (e-fuels), per arrivare all’idrogeno. Per mettere a disposizione un mix di vettori energetici per la mobilità sostenibile e permettere a tutti di scegliere quello che più soddisfa le proprie esigenze, serve una rete di distribuzione multiservizio e multi tecnologica, efficiente e adeguata: occorre evolvere la stazione di servizio in un hub per la mobilità”.

Ok all’auto elettrica, ma è necessario “rispettare” ed educare il cliente

Roberto Pietrantonio, Amministratore Delegato di Mazda Motor Italia, analizzando il comportamento del cliente italiano e l’orientamento del mercato nazionale ha dichiarato: “Grazie all’offerta sempre più ampia da parte dei costruttori e certamente a seguito degli incentivi governativi, la crescita delle vetture elettriche è inarrestabile. I consumatori italiani, in questa fase storica, si stanno avvicinando molto più facilmente alle tecnologie che ritengono più familiari, come le ibride, scelte da un italiano su tre. Il trend delle vetture elettriche, che vede una crescita elevata sebbene con volumi ancora bassi, è dovuto a vari fattori: la disponibilità di infrastrutture dove c’è stata sì una grande accelerazione, ma non sufficiente ad allineare l’Italia ai Paesi più avanzati da questo punto di vista; i listini, che costituiscono attualmente una barriera importante per una diffusione più ampia della tecnologia e, non ultimo, il tema culturale. Per questo in Mazda abbiamo lavorato molto sulla “consapevolezza”, ovvero sulla divulgazione e familiarizzazione con la vettura elettrica, sin dal lancio della nostra MX-30. Dunque, nella fase attuale del percorso di transizione verso l’elettrificazione, avere a disposizione un ventaglio di soluzioni tecnologiche significa rispettare e soddisfare le diverse esigenze dei consumatori e, allo stesso tempo, l’ambiente, considerando, ad esempio, che lavorare sulla sostituzione del circolante significa avere su strada auto più ecologiche e sicure.


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