Patrick Zaki, dall’Egitto nuovo rinvio: passerà il compleanno in cella

Patrick Zaki è detenuto al Cairo dal 7 febbraio 2020 in condizioni sempre più drammatiche. E intanto arrivano nuovi 45 giorni di custodia cautelare

Zaki non si arrende. “Continuerò a combattere
newsby Marco Enzo Venturini3 Giugno 2021


Passano i giorni (e i mesi), ma la situazione di Patrick Zaki non si sblocca. Tanto che lo studente egiziano dell’Università Alma Mater di Bologna, accusato di propaganda sovversiva, si appresta a trascorrere in carcere un altro suo compleanno. Per l’esattezza quello dei suoi 30 anni.

Patrick Zaki: nuova udienza, nessuna novità

La Giustizia egiziana ha infatti deciso di infliggere a Patrick Zaki altri 45 giorni di custodia cautelare in carcere. E le condizioni, come noto, sono estremamente dure. Il giovane, infatti, è costretto a dormire per terra in un braccio della famigerata prigione di Tora al Cairo. Tale decisione è il frutto di un’udienza svoltasi martedì e resa nota nelle ultime ore da una sua legale.

Si tratta di Hoda Nasrallah, che ha comunicato il tutto all’Ansa via telefono. “Altri 45 giorni, come ogni volta“, ha confermato con voce abbattuta. Questo fa sì che il prossimo 16 giugno Patrick Zaki continuerà ad essere detenuto. E quello è il giorno del suo compleanno. Il secondo per lui in cella, dopo quello del 2020. La sua detenzione, infatti, ha avuto inizio il 7 febbraio 2020.

Amnesty International, nuovo appello al Governo

La sua vicenda è stata presa in carico da tempo da Amnesty International, che non si fa remore a considerare il caso di Patrick Zaki un autentico “accanimento giudiziario“. “Questo ennesimo rinnovo della detenzione non lascia spazio a dubbi“, ha confermato il portavoce dell’associazione, Riccardo Noury. Che se la prende anche con le autorità nostrane: “C’è da chiedersi ancora una volta cosa intenda fare il Governo italiano“.

Ricordiamo che a provocare la prigionia di Patrick Zaki furono solo dieci post su un account di Facebook. Contenuti che peraltro i legali del giovane ritengono siano fasulli. Tanto è bastato però per far scattare nei confronti dell’attivista le accuse di “diffusione di notizie false“, istigazione “ai crimini terroristici” e tentativo di “rovesciamento del regime al potere“. E intanto la mobilitazione per conferirgli la cittadinanza italiana prosegue.


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