Francia, dopo l’annuncio di Macron boom di ricerche di green pass falsi

L’obbligo della certificazione verde causa un’impennata delle prenotazioni di vaccini ma anche delle ricerche di green pass falsi. E c’è il rischio che possa accadere anche in Italia

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newsby Alessandro Boldrini14 Luglio 2021


L’annuncio del presidente francese Emmanuel Macron di introdurre l’obbligo del green pass per accedere a ristoranti e trasporti ha generato due effetti immediati. Uno positivo, ossia l’aumento vertiginoso (1,7 milioni da lunedì sera) delle richieste di appuntamento per il vaccino anti Covid. Ma anche uno negativo e per certi aspetti paradossale: l’impennata di ricerche da parte dei francesi di green pass falsi o false certificazioni vaccinali.

A certificarlo ci sono i trend di ricerca sulla versione francese di Google, dove spopolano termini come “fausse attestation Covid”, “faux pass sanitaire” o “faux vaccin”. Tradotto: “falsa attestazione Covid”, “finto pass sanitario” o “vaccino falso”. Una tendenza preoccupante, che potrebbe riguardare a breve anche l’Italia, data l’intenzione del Governo di valutare nei prossimi giorni l’uso allargato del green pass sulla scorta del ‘modello francese’.

Green pass falsi, boom di ricerche sul web

Da sottolineare come i termini di ricerca riguardino un arco temporale preciso, vale a dire le ore immediatamente successive all’annuncio di Macron alla nazione. Secondo una stima, infatti, le parole “fausse attestation” su Google finora erano state digitate in media tra le 500 e 600 volte al mese. Mentre ieri mattina le ricerche erano già schizzate a oltre 4mila.

Questa tendenza, inoltre, riguarda anche (e soprattutto) i social network. Ad esempio Snapchat, piattaforma molto popolare in Francia. Oppure app di messaggistica come Jabber, Wickr o Telegram dove gli utenti – nascosti da un semplice pseudonimo – cercano, comprano o vendono certificati e green pass falsi. C’è poi il dark web, dove si trovano annunci di pass fasulli in vendita a 400 euro l’uno.

Fenomeno in crescita anche in Italia?

Il fenomeno, comunque, è già ampiamente diffuso anche in Italia, come dimostrano i recenti sequestri di canali Telegram scoperti dalla Guardia di Finanza. Il rischio concreto, però, è che possa intensificarsi ulteriormente nella ‘popolazione’ no vax se l’Italia dovesse davvero adottare la stessa decisione della Francia. Ovviamente, a rischio e pericolo dei ‘clienti’ stessi viste le sanzioni a cui si va incontro. Nel Paese d’Oltralpe, ad esempio, i reati di falso o utilizzo di falso sono puniti con ammende dai 45mila euro e pene a partire dai tre anni di reclusione.


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