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Gli americani hanno capito che la disinformazione è un problema

Negli ultimi 18 mesi, in particolare, abbiamo visto come la disinformazione intorno ai più disparati temi, dalla pandemia ai vaccini, e le fake news, siano dilagate, soprattutto sui social. Secondo un sondaggio, condotto su 1.071 soggetti, del Pearson Institute e dell’Associated Press-NORC Certer for Public Affairs Research, quasi tutti gli americani concordano sul fatto che la diffusione dilagante della disinformazione sia un problema.

Gli americani “puntano il dito” contro il governo e i social network

La maggior parte di loro, infatti, pensa che i social media, e le persone che li usano, abbiano una buona dose di colpa in questa situazione. Secondo il sondaggio, però, pochi di loro sono preoccupati di poter essere a loro volta dei responsabili della questione.

Il 95% degli americani ha identificato la disinformazione come un problema, soprattutto quando cercano di accedere a informazioni importanti. Circa la metà degli intervistati dà la colpa al Governo americano. Circa tre quarti, invece, trova nei colpevoli i social network e le aziende tecnologiche. Eppure, secondo quanto emerso dal sondaggio, solo due americani su dieci dicono di essere preoccupati di aver diffuso personalmente delle fake news. E ancora: circa 6 su dieci pensano che un loro amico o familiare facciano parte del problema.

Il sondaggio, inoltre, ha evidenziato come il 61% dei repubblicani sia convinto che il Governo americano abbia molte responsabilità nella diffusione di notizie false. Un dato che scende al 38% quando si parla di democratici.  Per quanto riguarda invece i social network, il 79% dei repubblicani e il 73% dei democratici sostengono che questi abbiano molta o abbastanza responsabilità quando si parla di disinformazione.

Disinformazione, il 53% degli americani è convinto di non aver diffuso fake news

Per quanto riguarda l'”autoanalisi” da parte degli intervistati, dal sondaggio è emerso che il 53% degli intervistati è convinto di non aver diffuso fake news. Quindi, non si sentono implicati in quella disinformazione dilagante su cui la quasi totalità degli americani si trova d’accordo.

Infine, i giovani sono quelli che tendono ad essere maggiormente preoccupati di aver condiviso fake news con familiari e amici. Inoltre, il 25% degli intervistati tra i 18 e i 29 anni sostiene di essere molto o estremamente preoccupato di aver diffuso informazioni errate. Un dato che cala drasticamente se si guarda alla fascia d’età dai 60 anni in su, dove si parla del 14%. Infine, per quanto riguarda gli anziani, il 63% dice di non essere assolutamente preoccupato di aver diffuso informazioni errate online o nella sua cerchia di conoscenze.

Redazione

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