Coronavirus, Boris Johnson lancia una frecciata (anche) all’Italia

Il primo ministro britannico durante l'interrogazione alla Camera dei Comuni: "Perché in Italia le cose vanno meglio? Noi amiamo la libertà"

newsby Redazione23 Settembre 2020



Il numero dei contagi da Covid-19 in Regno Unito aumenta giorno dopo giorno, il sistema di test e tracciamento non è mai decollato. A chiedere spiegazioni al premier Boris Johnson, durante le interrogazioni alla Camera dei Comuni, è il laburista Ben Bradshaw, che fa un confronto con i dati, più lusinghieri, di Italia e Germania. E il primo ministro del Regno Unito, colpito egli stesso dal Covid ad aprile ma non nuovo a dichiarazioni controverse sul tema della pandemia, ha chiosato: “C’è una differenza tra il Regno Unito e altri Paesi: noi amiamo la libertà“.

L’attacco di Bradshaw e la risposta ‘politically incorrect’ di Johnson

La domanda dello speaker laburista è chiara, soprattutto alla luce degli oltre 4.900 casi di coronavirus rilevati nella sola giornata di martedì. “Potrebbe essere che abbiano un sistema di test e di tracciamento pubblico e a livello territoriale che funzioni per davvero ipotizza Bradshaw, attaccando il governo.

La risposta di Johnson è stata a dir poco spiazzante, e suona come una frecciata ai due Paesi, Italia e Germania, nominati da Bradshaw. “Credo che continuare come abbiamo fatto a tracciare e a fare test sul territorio sia fallace e non necessario – ha detto davanti ai parlamentari il primo ministro britannico -. Ma in realtà c’è una sostanziale differenza tra il nostro Paese e tanti altri nel mondo. Ci sono Paesi che amano la libertà, se guardate alla storia di questo Paese negli ultimi trecento anni siamo stati sempre all’avanguardia per libertà di pensiero e democrazia“.

È difficile costringere il nostro popolo a obbedire in modo uniforme alle linee guida che considerate indispensabili – ha poi aggiunto Johnson, alla vigilia tra l’altro dell’entrata in vigore di nuove norme più stringenti proprio in Regno Unito -. Quello che voglio dire oggi, rispondendo direttamente alla sua domanda, è che tutti insieme dobbiamo seguire le linee guida in vigore e di farlo nel modo corretto”.


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