In Cina il tasso di natalità è sceso al minimo storico dal 1978

Dalla politica del figlio unico a quella del terzo figlio, anche la Cina è alle prese con un’incombente crisi demografica. Nel 2020 il tasso di natalità in Cina è crollato al livello più basso dal 1978 con 8,5 nascite ogni mille persone. Secondo l’ufficio statistico nazionale, è la prima volta in decenni che la cifra scende sotto la soglia di 10. Anche il tasso naturale di crescita della popolazione, che tiene conto delle nascite e delle morti, è in calo, toccando il minimo storico di 1,45 per mille persone. La gravità della situazione emerge chiaramente nell’ultimo rapporto annuale statistico.

Cina e la lotta contro la denatalità

A distanza di nemmeno un decennio dall’abolizione della politica del figlio unico, il governo è sotto pressione per prevenire un ulteriore calo demografico. Ma quali fattori si celano dietro una riduzione così drastica del tasso di natalità in Cina? Sicuramente, il numero relativamente basso di donne in età fertile e l’aumento dei costi per mantenere una famiglia. Nel tentativo di risolvere il problema, la Cina ha difatti introdotto un’ampia gamma di politiche. Tra questi, anche sussidi per la casa per le nuove famiglie, congedi parentali più lunghi, sia per le madri che per i padri e, ancora più importante, l’allentamento dei limiti di nascita.

Che ruolo ha avuto la pandemia

Gli sforzi del governo cinese non stanno dando tuttavia i risultati sperati. I cinesi sono infatti sempre meno propensi a sposarsi e fare figli. All’inizio della pandemia, si ipotizzava che i diffusi lockdown, che hanno confinato milioni di cinesi nelle loro case, avrebbero portato a una ripresa del tasso di natalità. Ma come indicano i numeri, i grandi cambiamenti nella vita dei cinesi hanno avuto l’effetto opposto. Una serie di fattori, tra cui insicurezza finanziaria, ansia, stress e incertezza generale sul futuro, ha fatto sì che molte persone rimandassero o annullassero i loro piani di formazione di famiglie.

La fine del matrimonio in Cina

Nel 2020, le registrazioni di matrimonio in Cina sono crollate per il settimo anno consecutivo. Si sono sposate solo 8,1 milioni di coppie, decisamente in calo in confronto ai 13,4 milioni di coppie che si sono sposate nel 2013. Secondo un recente sondaggio condotto dalla Lega della gioventù comunista cinese, il 44% di 2.905 giovani donne non sposate che vivono nelle città cinesi di età compresa tra 18 e 26 anni non ha intenzione di sposarsi. Sulla stessa lunghezza d’onda è anche un considerevole 25% degli intervistati maschi.

I casi nel mondo

La Cina non è certo l’unico paese con preoccupazioni per la stagnazione della popolazione. I tassi di natalità stanno diminuendo in quasi tutti i paesi industrializzati del mondo, inclusa l’Italia. La Cina, tuttavia, ha dovuto affrontare un crollo demografico significativamente più drammatico rispetto alla maggior parte dei paesi. Grazie a una combinazione di politiche di pianificazione familiare decennali e di mutevoli atteggiamenti sociali nei confronti di famiglia e matrimonio, in particolare tra le generazioni più giovani, i tassi di natalità in Cina sono ormai in costante calo dal 2017.

 

 

 

 

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