Bolsonaro, da negazionista a contagiato: “Ho il coronavirus”

Il presidente del Brasile ha sempre combattuto i protocolli di sicurezza: il tampone, però, ha confermato il contagio dopo i sintomi riscontrati lunedì

Jair Bolsonaro
(Brasília - DF, 30/06/2020) Cerimônia de Prorrogação do Auxílio Emergencial. Foto: Carolina Antunes/PR
newsby Marco Enzo Venturini7 Luglio 2020


Da principale negazionista del Coronavirus a contagiato. Questa la parabola di Jair Bolsonaro, criticatissimo presidente del Brasile che per settimane (poi diventate mesi) ha pubblicamente minimizzato i rischi della pandemia. Salvo ammettere di lunedì di aver contratto i sintomi prima che il tampone potesse confermare, come poi accaduto nella giornata di martedì, l’effettiva positività al coronavirus.

Bolsonaro: i sintomi del contagio

Ne aveva parlato lui stesso lunedì, in un incontro pubblico con i suoi sostenitori. A riassumerne i contenuti il quotidiano ‘Estado de S.Paulo’ e l’edizione brasiliana della ‘CNN’. Bolsonaro risulta avere 38 di febbre e una saturazione di ossigeno nel sangue del 96%. Si sta sottoponendo a cure a base di idrossiclorochina e ha annullato gli impegni che avrebbe dovuto onorare nel prosieguo della settimana.

Il tutto è stato confermato da una nota del governo, che riporta quanto segue: “Il presidente Jair Bolsonaro ha effettuato i test per il COVID-19 in un ospedale di Brasilia nella notte di oggi, 6 luglio“. Il tampone cui si è sottoposto ha dato esito positivo nella tarda mattinata brasiliana (pomeriggio inoltrato in Italia) di martedì 7 luglio, come confermato dallo stesso Bolsonaro ai media del suo Paese.

Il flagello del Coronavirus in Brasile

L’atteggiamento di Bolsonaro nei confronti del Coronavirus è sempre stato molto criticato a livello nazionale e soprattutto internazionale. Dopo aver più volte definito la pandemia qualcosa di leggermente più grave di una semplice influenza, si è più volte opposto ai vari sistemi di prevenzione adottati nel resto del mondo. Appena tre giorni fa, per esempio, si era opposto a un disegno di legge che imponeva l’utilizzo della mascherine nelle carceri e nelle strutture socio-assistenziali. In più ha sempre espresso la propria intenzione di non chiudere le attività del Paese o le chiese al pubblico (trovando in questo il forte appoggio della comunità evangelica) e addirittura ha attaccato i governatori locali che invece hanno adottato misure di confinamento delle rispettive cittadinanze.

Nel frattempo il Brasile è diventato il secondo Paese al mondo più colpito dal Coronavirus dopo gli Stati Uniti. I dati parlano al momento di 65mila morti, 1 milione e 620mila contagiati, strutture sanitarie al collasso e un’economia nazionale in picchiata. Bolsonaro è però andato sempre dritto per la sua strada. Fino a denunciare a sua volta i sintomi di quella malattia nella quale, almeno fino ad oggi, non aveva mai creduto veramente.


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