Turismo, allarme voli internazionali: “Sarà crisi fino al 2023”

Gli studi della Iata, International Air Transport Association, non lasciano spazio a malintesi: "L'impatto della crisi sul turismo si farà sentire per anni, specie su lunghe tratte"

Turismo, lieve ripresa nell’estate 2021. Ma le perdite si fanno sentire
newsby Marco Enzo Venturini14 Maggio 2020


Chi in questi anni si è abituato a viaggiare in Europa e nel mondo dovrà farsene una ragione: i voli internazionali non torneranno a un regime di normalità prima del 2023. E a stabilirlo è la Iata, International Air Transport Association, che ha base a Ginevra (Svizzera). L’ente ha diffuso nuovi dati che dimostrano come la pandemia da Coronavirus abbia stravolto il mercato del turismo. E soprattutto per quanto tempo si prevede che la situazione resterà in stagnazione.

I voli internazionali, specie su lunghe tratte, rappresentano l’area più severamente colpita del turismo internazionale: secondo gli studi della Iata serviranno anni prima che si torni a una normalità. L’ente ha analizzato la situazione e ha affermato che il processo di ritorno a un turismo internazionale affine alle abitudini degli ultimi anni potrebbe seguire due modelli.

I due modelli della Iata

Il primo, definito “scenario base”, prevede che i livelli di viaggio registrati nel 2019 non torneranno prima del 2023. I voli nazionali, invece, riprenderanno progressivamente da luglio. Si tratta comunque di un turismo in tono decisamente minore rispetto all’anno scorso. Si prevede che i viaggiatori del 2021 saranno comunque inferiori del 24% rispetto al 2019.

Gli impatti della crisi sui viaggi a lungo raggio saranno molto più gravi e di durata superiore a quanto ci si aspetta dai mercati nazionali. Questo rende ancora più critici gli standard di biosicurezza concordati a livello globale per il turismo“, ha dichiarato il direttore generale e CEO della Iata, Alexandre de Juniac.

Esiste poi uno scenario ancora più pessimistico. Si tratta di quello che potrebbe accadere in caso di seconda ondata di Coronavirus a livello globale, che ritarderebbe ulteriormente la ripresa dell’industria del turismo.

Turismo: la cautela dei viaggiatori

La Iata ha effettuato un sondaggio secondo cui il 58% dei viaggiatori volerà solamente all’interno della sua nazione natale quando il mercato del turismo ripartirà.

Quando la pandemia sarà sotto controllo saranno necessari stimoli da parte dei governi e incentivi dalle banche centrali. Ma ricostruire la fiducia dei viaggiatori richiederà tempo, e anche a quel punto sarà più probabile che almeno inizialmente intendano muoversi per tratte più brevi“, è stata l’analisi di de Juniac.


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