Turismo, come sta il settore? Rispondono le imprese di categoria

Turismo ancora in difficoltà dopo lo sfacelo del 2020, ma gli operatori rivedono la luce in fondo al tunnel: non manca però una richiesta al Governo

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newsby Marco Enzo Venturini12 Agosto 2021


Il turismo vede la prospettiva di un rilancio definitivo, dopo un 2020 rivelatosi tragico per il settore. E in tal senso le iniziative del Governo rappresentano una boccata di ossigeno e un motivo di ritrovato ottimismo. Lo si evince dal comunicato che Federturismo ha rilasciato in queste ore.

Turismo: i problemi restano grossi

La firma sui decreti per lo sblocco di oltre 400 milioni di euro per le imprese turistiche conferma la volontà del Ministro del Turismo Massimo Garavaglia di non lasciare indietro l’industria del turismo“, spiega Federturismo. Il settore, però, ancora non è sereno. “Nonostante la stagione estiva in corso, sconta ancora gli enormi problemi legati alle chiusure protrattesi fino al mese di giugno 2021“.

La bufera, dunque, non è ancora alle spalle. “La stagione corta, le prenotazioni last second e le molte disdette, la mancanza di turismo internazionale e l’incertezza sulle prossime settimane – si legge nel comunicato – non possono fare abbassare la guardia e richiedono ancora strumenti di sostegno e aiuto. È pertanto importante questo tangibile segnale al netto dei sempre possibili, quanto auspicabili, miglioramenti degli strumenti individuati”.

Al Governo una richiesta e un ringraziamento

E tra gli strumenti che il mondo del turismo contesta c’è anche il fatidico Green pass. “Uno su tutti il tema delle discoteche e dei locali da ballo – insiste infatti Federturismo – che ancora oggi non possono lavorare, nemmeno con Green pass, riempimento al 50% e distanziamento e per i quali auspichiamo presto un intervento di aiuto specifico“.

Ma il quadro, come detto, è complessivamente consolante per gli operatori del turismo. “È invece una buona notizia, come da tempo chiedevamo, il fondo specifico di 200 mln di euro dedicato alle strutture turistico-ricettive con fatturato superiore ai 10 mln di euro. Una categoria di imprese fino ad ora rimasta fuori da tutti gli strumenti di ristoro e sostegno“, aggiunge la nota.


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