Patuanelli e la crisi: “Da noi liquidità per 101 miliardi alle imprese”

Patuanelli, Ministro dello Sviluppo economico, illustra le iniziative del governo: "Accesso per 1 milione 252 mila imprese. Noi unico Paese a farlo"

newsby Redazione11 Novembre 2020



La crisi economica, provocata dall’emergenza sanitaria, si sta facendo vedere con severità sulle imprese nostrane. Un aspetto molto chiaro anche al governo. “Le imprese hanno patito per le ulteriori misure restrittive delle attività e della circolazione delle persone che abbiamo dovuto mettere in campo per rallentare la curva dei contagi. E se la liquidità nel tempo è arrivata, credo che sia un segnale positivo di attenzione verso un mondo che sappiamo sta soffrendo tanto. Quello dell’impresa“. Così il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, in occasione del convegno di Confindustria sullo sviluppo del digitale.

Sappiamo benissimo, e abbiamo la consapevolezza, che le misure non sono mai sufficienti in questo momento“, spiega Patuanelli. Che poi prosegue nella sua analisi: “Perché c’è sempre qualcuno che in qualche modo non ne ha accesso. O vi ha accesso, ma in misura inferiore alla propria necessità. Però noi abbiamo investito le risorse in questo senso e credo che anche gli strumenti siano stati messi in campo con una rapidità non indifferente“.

Patuanelli: a quanto ammontano gli investimenti per le imprese

Il ministro poi entra nel dettaglio. “Le risorse che abbiamo investito per le imprese e gli strumenti di rapidità con le quali le abbiamo messe in campo non sono indifferenti – illustra Patuanelli –. Per quanto riguarda la liquidità, sono 1 milione e e 252 mila le imprese che hanno avuto accesso per una erogazione di oltre 101 miliardi al momento. Ma segnalo soprattutto i 975 mila imprenditori che hanno fatto la richiesta per il prestito garantito al 100%. Si tratta di oltre 19 miliardi di liquidità“.

Il ministro prosegue elogiando il sistema di contrasto all’emergenza varato dall’Italia. Queste le parole di Patuanelli: “Siamo l’unico Paese ad averlo fatto. Molto spesso ci si paragona agli altri Paesi europei, però su questo tema l’Italia è stata certamente più attenta rispetto ad altri. Anche perché il nostro sistema produttivo e le nostre microimprese hanno probabilmente esigenze particolari“.


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