Economia: il G20 tra pandemia, clima e global tax. Il punto

Il G20 trova un principio d’accordo sulla tassazione alle multinazionali. Al centro dell'agenda anche cambiamenti climatici, Co2 e pandemie, dal Covid a quelle future. I commenti di Gentiloni, Le Maire e Yellen

Economia: il G20 tra pandemia, clima e global tax. Il punto
L'Arsenale di Venezia, dove si svolgono i lavori del G20 (foto archivio Wikimedia Commons)
newsby Alessandro Boldrini10 Luglio 2021


Ieri il G20 economia ha incassato il “sì” di principio all’accordo sulla tassazione delle multinazionali. Ma il tema, nella prima giornata di vertice dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali, è stato quasi messo in secondo piano dal crescente livello di allarme su due fronti.

Da un lato le pandemie, che richiedono 75 miliardi di dollari per una risposta adeguata. Dall’altro i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale. Così, all’Arsenale di Venezia, sono partiti i lavori del primo summit in presenza dell’era Covid.

Lo storico accordo sulla global tax

Per quanto riguarda la riforma della tassazione delle multinazionali, partendo dagli spunti offerti dall’Ocse, già trapela il via libera dei ‘deputies’ alla bozza di communiqué sulla base di due pilastri fondamentali. Ossia la redistribuzione degli utili delle imprese fra i Paesi e la tassa minima globale al 15%.

Un via libera di principio, che però vede ancora delle resistenze proprio in Europa da parte di Ungheria, Irlanda ed Estonia. Ciononostante, nelle intenzioni si dovrebbe arrivare a un negoziato tecnico per poi a un accordo vero e proprio al G20 dei capi di Stato e di Governo e all’entrata in vigore entro il 2023.

G20, clima al centro dell’agenda

Al centro dell’agenda, però, ci sono anche clima e pandemia. Sul primo fronte la direttrice generale del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva, ha chiesto un “segnale potente” sui prezzi delle emissioni di Co2. Attualmente sono infatti a tre dollari per tonnellata, ma dovrebbero essere a 75 dollari.

Covid e pandemie future

Sullo sfondo del summit c’è sempre la pandemia. E il lavoro del G20 è sfociato in un panel di esperti di alto livello, fra cui l’ex segretario al Tesoro Usa, Larry Summers e la numero uno della Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio, Ngozi Okonjo-Iweala.

Quest’ultima ha avvertito che il Covid è solo “una prova generale” delle pandemie future. Per affrontarle e per colmare le attuali lacune, si stima che servirà un aumento dei finanziamenti pubblici internazionali di almeno 15 miliardi di dollari all’anno per i prossimi cinque anni.

Gentiloni: “Una giornata storica”

Durante una pausa dei lavori del G20 di Venezia, il commissario Ue agli Affari economici, Paolo Gentiloni, ha twittato di essere “orgoglioso di partecipare a una giornata storica. Accordo per una riforma della tassazione globale.

Le Maire: “G20 più rilevante di sempre”

Parlando con i cronisti, il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, ha affermato: “Abbiamo previsioni per le economie dei Paesi del G20 di un solido ‘rimbalzo’ economico, ma c’è rischio di avere una nuova pandemia”.

“Dobbiamo accelerare le vaccinazioni – ha aggiunto – ovunque nel mondo. Dobbiamo essere consapevoli che c’è il rischio di varianti e di una nuova ondata. Le previsioni economiche sono molto buone, e sarebbe un peccato saltassero per la mancanza di vaccinazione”.

Le Maire ha definito i lavori del vertice “amichevoli e concreti grazie alla presidenza italiana, che è costruttiva e professionale. Penso che questo G20 possa essere decisivo sulla tassazione internazionale e possa porre le basi per il sostegno ai Paesi in via di sviluppo. Su questo è il G20 più rilevante di sempre.

La soddisfazione di Janet Yellen

Il clima positivo attorno al summit si percepiva già ieri, quando la segretaria di Stato americana all’Economia, Janet Yellen, ha parlato su Twitter di una “giornata produttiva quella di venerdì al G20: abbiamo fatto progressi nell’affrontare sfide globali critiche come la crisi climatica e come porre fine alla pandemia”.


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