Easy Friday, che cos’è e perché è una rivoluzione

Se pochi anni fa qualcuno avesse profetizzato un mondo dove tutti indossano la mascherina ed esibiscono un pass per entrare al ristorante, in pochi ci avrebbero creduto. La pandemia ha stravolto la nostra esistenza e le nostre abitudini a tal punto da pensare alla nostra vecchia vita come qualcosa di lontanissimo e distante da noi. Sono stati due anni difficili e pieni di ostacoli, ma la pandemia ha accelerato anche fenomeni positivi, come la necessità di investire nella scienza, l’importanza di vivere relazioni non virtuali e la possibilità di gestire diversamente il lavoro. La scoperta dello smart working ha senza dubbio drasticamente modificato la nostra vita e quella delle persone che ci circondano. In seno a questa grande rivoluzione, è nato anche l’Easy Friday. Ma di cosa si tratta esattamente? E perché può considerarsi un passo in avanti nel mondo del lavoro?

Easy Friday, che cos’è e a cosa serve

L’Easy Friday, o venerdì libero, è l’ultimo giorno lavorativo della settimana, che può essere gestito in totale autonomia. Si tratta di una nuova idea abbracciata da molte aziende straniere, tra cui Accenture, per aumentare la qualità di vita dei propri dipendenti. Secondo una recente indagine Gallup, il numero di lavoratori soddisfatti in Italia ammonta a un risicato 5%. L’Italia è, inoltre, l’unico paese europeo, in cui, negli ultimi vent’anni, gli stipendi sono diminuiti anziché aumentare.

Gli esempi virtuosi nel mondo

L’Easy Friday, o venerdì libero, è un giorno lavorativo senza pressioni, riunioni, in certi casi ridotto a metà giornata. Alcune aziende hanno persino deciso di ridurre la settimana lavorativa da 40 a 36 ore, a parità di stipendio, senza riscontrare nessun calo nel fatturato. Altre aziende invece hanno offerto ai propri dipendenti la possibilità di scegliere se lavorare in ufficio o da casa. La multinazionale Hewlett Packard Enterprise, note per le numerose iniziative a favore del benessere dei dipendenti, ha creato anche il Wellness Friday, ossia la possibilità di lasciare il posto di lavoro tre ore prima per un venerdì ogni mese. L’azienda riconosce inoltre un congedo retribuito al 100% di 26 settimane ai nuovi genitori e la possibilità di disporre tempo libero da dedicare al proprio benessere.

Lavorare 4 giorni a settimana

A sposare invece la settimana di quattro giorni lavorativi in Italia sono la Awin Italia e la Carter & Benson. Si tratta di due società del nostro Paese che, con l’arrivo del lockdown, hanno deciso di sperimentare la riduzione dell’orario lavorativo settimanale. Dopo aver testato gli effetti su produttività e soddisfazione dei dipendenti, le due aziende hanno deciso di adottare definitivamente l’orario ridotto. Entrambe hanno infatti notato un aumento del morale dei dipendenti e della produttività senza sofferenza sul fatturato e i risultati.

 

 

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