Donazioni, come funziona il 5×1000 e a chi spetta

Il valore del 5×1000 si calcola sulla base dell'imposta del reddito. Il valore totale della quota da versare, quindi, corrisponde esattamente allo 0.5% della propria IRPEF

5x1000
Foto | Pixabay: stevepb
newsby Redazione28 Aprile 2022


In moltissimi avranno sentito parlare del 5×1000, ma non tutti sanno come funziona, a chi spetta e in che cosa consiste. Proposto in via sperimentale per la prima volta nel 2006 attraverso la Legge Finanziaria di quello stesso anno, fin dal primo momento ha riscosso un successo rilevante, con oltre 16 milioni di contribuenti. Il 5×1000 non è altro che una quota dell’imposta IRPEF, che ha come scopo principale quello di supportare il lavoro degli enti che si occupano prevalentemente di iniziative sociali. Questa donazione può essere effettuata nel momento in cui si compila la Dichiarazione dei redditi, in quel frangente il cittadino decide spontaneamente se donare o meno.

Nessun obbligo e una sola preferenza

Soprattutto in un’epoca segnata da Internet, un mondo pieno di trappole, è importante fare attenzione alle onlus alle quali si dona, considerando alcune truffe del recente passato e non solo. La donazione, in ogni caso, non ha alcun costo aggiuntivo, considerando il fatto che colui che compila la dichiarazione deve pagare l’IRPEF. Lo Stato italiano trattiene in ogni caso la quota, ma il contribuente, facendo con estrema consapevolezza, può effettuare una donazione senza alcun costo aggiuntivo e senza alcun aggravio fiscale. Destinare il 5×1000 ad un determinato ente è facilissimo, basta semplicemente compilare la sezione dedicata presente sulla Dichiarazione dei redditi.

Nella suddetta sezione il contribuente non deve far altro che porre la sua firma ed inserire il codice fiscale dell’ente al quale vuole donare, anche per questo risulta fondamentale raccogliere tutte le informazioni per la scelta del 5×1000 per il 2022. Nessuna delle due azioni, tuttavia, è obbligatoria nel momento in cui si decide di destinare il 5×1000, tanto che nel caso in cui il cittadino non dovesse specificare l’ente a cui donare, la quota verrebbe suddivisa da tutti gli enti che fanno parte della categoria indicata. Nel caso in cui il contribuente decidesse di non firmare, il contributo rimarrebbe allo Stato. Occorre specificare che il donatore ha diritto ad una sola preferenza, non è possibile menzionare più enti, tanto che il tutto è caratterizzato da una serie di alternative per le categorie e da un unico spazio apposito per scrivere.

Come si calcola il 5×1000?

Ma come si calcola la quota che ogni cittadino versa? Semplice, il valore del 5×1000 si calcola sulla base dell’imposta del reddito. Il valore totale della quota da versare, quindi, corrisponde esattamente allo 0.5% della propria IRPEF. Come dice anche il nome, il calcolo della donazione passa dalla divisione della quantità della propria imposta per 1000 e dalla successiva moltiplicazione del risultato per 5. L’Agenzia delle Entrate, sul proprio sito web, aggiorna annualmente l’elenco degli enti destinati a ricevere questo tipo di donazione, inoltre mostra il valore del 5×1000 attribuito a tutti gli enti, l’importo ottenuto e il numero di scelte effettuate. Se per il contribuente il pagamento della suddetta quota è ridotto al minimo, per gli enti che la ricevono si tratta di una risorsa importantissima per il supporto alle istituzioni che si occupano della rilevanza sociale e della ricerca sanitaria in questo senso. Il 5×1000 è l’opzione perfetta che il cittadino può sfruttare per aiutare sé stesso e la collettività.


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