Agenzia delle Entrate, truffa con false e-mail in corso: come difendersi

Agenzia delle Entrate nel mittente, ma sono messaggi falsificati: lo denuncia lo stesso ente, spiegando come procedere se arrivano "strane" comunicazioni via posta elettronica

Smartphone attacco hacker
Smartphone attacco hacker
newsby Marco Enzo Venturini12 Aprile 2021


Truffa ai danni dei cittadini in corso in questi giorni. A segnalarlo è l’Agenzia delle Entrate, che tramite una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale evidenzia come in tanti stiano ricevendo delle e-mail con il mittente falsificato, il cui scopo è quello di ingannare i riceventi.

La truffa ai cittadini denunciata dall’Agenzia delle Entrate

Le e-mail in questione provengono apparentemente dalla stessa Agenzia delle Entrate, e nel contenuto segnalano apparenti errori nella comunicazione e nei pagamenti dell’Iva allo Stato. In allegato, spesso, c’è un file che però contiene un virus. Tali comunicazioni, però, non sono autentiche e rappresentano come detto una truffa in piena regola.

Nel denunciare i fatti, l’Agenzia delle Entrate spiega a tutti coloro che ricevessero una simile e-mail nella propria casella di posta elettronica di eliminarla e soprattutto di non aprire gli allegati. “In caso di dubbi è possibile consultare la sezione ‘Focus sul phishing’ sul sito ufficiale delle Entrate“, recita ancora la nota. Si spiega anche che nella sezione citata “periodicamente vengono riportati degli avvisi sulle ultime email-truffa in circolazione, oppure contattare il call center al numero 800.909696 e chiedere conferma“.

Che cosa è il “phishing”

Le e-mail fasulle attribuite all’Agenzia delle Entrate rientrano, appunto nella casistica del cosiddetto “phishing”. Con questo termine si identifica una truffa informatica perpetuata tramite l’invio di e-mail o messaggi telematici. In tali comunicazioni ci si spaccia per enti solitamente affidabili tramite la contraffazione del marchio, del logo ufficiale o dell’indirizzo e-mail. Il mittente che si sceglie, infatti, è noto al consumatore e su di esso è facile non nutrire dubbi.

La più classica modalità di attuazione del “phishing” si concretizza poi con la richiesta di dati personali e sensibili (come il proprio conto corrente bancario, le credenziali di accesso all’homebanking o password che permettano di accedere ai propri profili personali). E questo è ciò che sta avvenendo con le e-mail che recano l’indirizzo dell’Agenzia delle Entrate. Qualcosa di simile era avvenuto esattamente un anno fa, quando fu invece l’Inps a denunciare l’invio di moltissimi sms ad essa attribuiti. E che riguardavano il bonus da 600 euro.


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