Zerocalcare e l’ironia che nessuno coglie: la risposta in un fumetto su Twitter

"Ve prego ogni volta che leggete un mio virgolettato, ricordatevi sto fumetto". Così Michele Rech dopo che una sua affermazione è stata fraintesa dalla stampa

Zerocalcare risponde alla stampa
Foto Twitter
newsby Linda Pedraglio30 Novembre 2021


Da quando i suoi disegni sono approdati sul piccolo schermo nella serie tv “Strappare lungo i bordi“, la vita di Zerocalcare è decisamente cambiata. Prima la consacrazione della serie tv a capolavoro, poi le polemiche sul romanesco, le notifiche che intasano il telefonino, le interviste, i Twitter, insomma…la fama. Tanto che, in un’intervista a Il Messaggero, l’autore Michele Rech, in arte Zerocalcare, si è lasciato scappare ironicamente che la sua vita “è diventata invivibile“. Una frase che ha destato l’immediata attenzione dei giornalisti, meritevole di titoli a caratteri cubitali, rigorosamente in prima pagina, subito fraintesa, su decine e decine di testate. Ma è davvero andata così?

Zerocalcare risponde alla stampa con un fumetto

Inondato di telefonate, messaggi e notifiche, Zerocalcare non ha atteso a lungo prima di dissipare ogni dubbio in merito. Nessun commento piccato sui social network, né messaggio rancoroso, l’artista romano ha risposto con un fumetto ironico, biasimando sé stesso per aver parlato con leggerezza. La sua sagace ironia colpisce, ancora una volta, dritto al cuore del problema, con riferimento, nemmeno troppo velato, all’accanimento della stampa. “Ora capisco come si sentiva Lady Diana“, dice il fumettista tra sé e sé. “Finirò schiantato contro un palo della tangenziale mentre scappo dai paparazzi!“, si legge nel fumetto. Poi la vignetta finale, onde evitare fraintendimenti, “Le vite invivibili so’ altre“, rassicura il fumettista. “Io magno, dormo, la serie è andata bene…Va tutto oggettivamente bene“.

Zerocalcare: “La questione del romanesco? Ridicola”

Da quando è uscita la serie la mia vita è diventata cosi invivibile“, aveva detto Zerocalcare a Il Messaggero. “Che, o trovo una centratura, oppure non mi va di stare ingolfato in mezzo alle polemiche. Non c’è niente al mondo che mi costringa a farlo. Sta a me. Comunque, se trovo un modo di sopravvivere faccio anche la seconda stagione“, aveva commentato ironico il fumettista. A travolgere Michele Rech, a poche settimane dall’uscita della serie tv su Netflix, era stata soprattutto la polemica sul romanesco. Alcuni lo avevano giudicato di difficile comprensione, generando una pioggia di critiche e polemiche. “La serie la si può criticare per mille motivi: può essere brutta, può essere che la mia recitazione sia inadeguata. Ma la questione del romanesco è ridicola, non vale nemmeno la pena discuterla“, ha risposto Michel Rech.

 


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