Fact checking, qual è il significato del termine e quando un giornalista è tenuto a farlo

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Newsby Dalma Bonaiti 15 Gennaio 2024

Il termine “fact checking” è diventato sempre più comune nel mondo del giornalismo negli ultimi anni. Ma cosa significa esattamente questo termine? E quando è necessario per un giornalista fare fact checking? In questo articolo, esploreremo la definizione di fact checking e parleremo delle situazioni in cui un giornalista è obbligato a farlo per garantire l’accuratezza e l’affidabilità delle informazioni riportate.

Scopri cos’è il fact checking e come cambia il modo di leggere le notizie

La verifica dei fatti, noto come Fact Checking, è un metodo impiegato per assicurare la correttezza delle informazioni che vengono diffuse dai media. Secondo Boris Rahme, questo processo si basa sull’esplorazione e l’analisi di tutte le risorse pertinenti e disponibili, al fine di determinare la verità di ogni affermazione.

Il Fact Checking ha un’importanza fondamentale nel combattere la propagazione di dati inesatti in ambiti di alta importanza, come la politica, l’economia e le notizie attuali. Esso consente di confermare la verità di dichiarazioni e fatti, mediante un’indagine rigorosa e l’analisi di dati e fonti che si trovano in un resoconto. L’uso del fact checking è vitale per impedire la distribuzione di notizie false.

Nel contesto online, l’aumento delle interazioni tra un sito web, i blog, i forum, le chat, ha reso impossibile controllo delle notizie distribuite. L’assenza di verifica di tali informazioni può portare a credere che notizie false siano autentiche e accurate. È quindi cruciale controllare sempre le fonti e verificarne l’affidabilità. La disinformazione può guidare le persone verso decisioni errate e rischiose.

Una persona compila un'agenda davanti a un pc
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Quando un giornalista è tenuto a controllare le informazioni

Il controllo delle informazioni è fondamentale per garantire la qualità del contenuto, rendendo evidenti eventuali errori volontari o involontari inseriti nel testo. Questa pratica non riguarda solo il giornalismo convenzionale, ma è una questione alla quale anche un blogger dovrebbe prestare attenzione. Non si può presumere che i post di un blog siano esenti da questa significativa attività.

Ma chi dovrebbe essere responsabile del controllo delle informazioni di un contenuto?

E’ necessario che i professionisti del settore informativo, incluso chi gestisce blog, si adattino abitualmente a processi di monitoraggio e validazione delle informazioni. Questo significa che gli scrittori o gli esperti di tale ambito dovrebbero impegnarsi nel confermare la veridicità delle informazioni prima di proseguire con la pubblicazione di un articolo. Tali azioni sono di fondamentale importanza per proteggere sia il lettore che il soggetto coinvolto nell’articolo stesso.

Questo è un processo che anche il lettore può seguire per stabilire se le informazioni fornite da una fonte sono pubblicate solo per attirare attenzione, o se sono state pubblicate senza prestarvi attenzione. La credibilità dei siti web dipende anche da queste buone pratiche. Sfortunatamente, l’utente medio non verifica le informazioni, può fare la minima fatica necessaria per fare una rapida ricerca di un nome o un evento. E utilizza come fonte il primo risultato utile, credendo in storie incredibili o verosimili.

Fact checking: il futuro del giornalismo

Il fact checker opera nel crocevia di diverse aree. Queste aree variano in funzione delle esigenze della rivista e si evolvono nel corso del tempo: in base al periodo storico, alcune competenze diventano più prevalenti di altre. Il fact checker combina l’istinto del giornalista con l’accuratezza analitica dello studioso. Il suo campo di intervento è molto vasto:

  • È incaricato di verificare l’accuratezza dei fatti presenti negli articoli assegnati: se in un articolo pubblicato vengono individuati degli errori, sarà il fact checker a doverne rispondere, non l’autore dell’articolo.
  • Ha l’obbligo di consultare le fonti originali: oltre alla revisione dell’articolo redatto dal giornalista, deve anche controllare le fonti che il giornalista ha utilizzato, i suoi appunti, i documenti, le registrazioni. A volte, il fact checker deve cercare altre fonti per supportare parti deboli o incoerenti nell’articolo.
  • Deve verificare l’accuratezza delle fonti: se un articolo cita nomi o dichiarazioni di una persona, il fact checker deve rintracciare queste fonti e verificare l’accuratezza del nome o se l’interpretazione della dichiarazione da parte dell’autore è corretta e verificata.
  • Collabora con l’autore dell’articolo: fact checker e autore lavorano insieme per risolvere eventuali dubbi o approfondire le fonti utilizzate.

L’opera del fact checker non si limita al controllo delle singole parole, ma coinvolge l’analisi dell’intero testo, verificando la coerenza interna degli elementi del testo e l’assenza di contraddizioni. Controlla le fonti e i riferimenti citati e valuta l’articolo in modo critico.

Le affermazioni sono classificate in base alla loro precisione:

  • Vere – l’affermazione è interamente precisa;
  • Generalmente accurato – l’affermazione è per lo più esatta, ma ci sono degli sbagli;
  • Indeterminato – non si può affermare l’autenticità dell’affermazione, per esempio quando si riferisce a eventi futuri imprevedibili;
  • Generalmente inesatto – l’affermazione contiene particelle di verità ma trascura informazioni importanti che la modificherebbero;
  • False – l’affermazione non è esatta, a causa di mancanza di conoscenza o di tentativo di inganno.

Gli standard che vengono utilizzati per valutare le affermazioni, già utilizzati da diversi giornali internazionali, sono:

  • Le parole hanno importanza – diamo grande attenzione al lessico utilizzato per valutarne la pertinenza;
  • Il contesto è importante – è anche fondamentale valutare il contesto in cui l’affermazione è stata fatta, dal momento che informazioni accurate inserite in un contesto fuorviante possono ingannare il pubblico;
  • Onus probandi – la responsabilità dell’autenticità di un’affermazione e delle supposizioni implicite spetta solo a chi fa l’affermazione, con una certa concessione di dubbio in caso di possibili interpretazioni diverse;
  • Tempistica – l’affermazione è valutata sulla base delle informazioni disponibili al momento della sua affermazione.

Che cosa si intende per “fake news”?

Il termine “Fake News” proviene dall’inglese e sta per notizie false o distorte, note anche come pseudonotizie. Questo rappresenta articoli o contenuti su piattaforme di social media che trasmettono informazioni falsificate, fuorvianti o distorte, rilasciati intenzionalmente per disinformare o generare scandalo attraverso i media. (tratto da Wikipedia). Ci sono vari metodi per diffonderli: dalle piattaforme mediatiche di massa come le stazioni televisive ai giornali. Tuttavia, con l’introduzione di Internet, in particolare con la condivisione sui social media, la diffusione delle fake news è incrementata. È sempre una regola d’oro valutare criticamente le informazioni che riceviamo, sia che leggiamo o vediamo nelle notizie o ci viene raccontato da un amico o un collega. Tuttavia, l’analisi critica non dovrebbe essere l’unico mantenimento della responsabilità per contrastare tali problematiche.

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