Tatuaggi, l’Ue dice no ai colori: è polemica sulla norma in vigore da gennaio

Al bando gli inchiostri che contengono isopropanolo, si salvano quindi bianco e nero. Ma i produttori non sono pronti e i tatuatori insorgono

Foto di Allef Vinicius per unsplash.com
Newsby Francesco Lucivero 16 Dicembre 2021

Avete intenzione di fare un tatuaggio colorato? Avete ancora due settimane o poco più a disposizione, se vi trovate nel territorio dell’Unione europea. Il perché è presto detto: dal 4 gennaio 2022 i simboli incisi sul proprio corpo non potranno essere decorati se non da linee bianche o nere, a causa dell’entrata in vigore del cosiddetto regolamento Reach, che all’articolo 75, comma 12, mette al bando (fra le altre cose) gli inchiostri contenenti isopropanolo. Cioè, praticamente, tutti quelli colorati attualmente in commercio.

Ed è già polemica, dunque, fra l’istituzione continentale, i produttori di inchiostro e i referenti di un settore che, come dichiarato al Corriere della Sera da Eugenio Arneodo, rappresentante dell’Associazione Tatuatori.it, “produce un indotto superiore al miliardo di euro”.

Perché gli attuali inchiostri colorati per tatuaggio saranno messi al bando

L’Unione europea applicherà una stretta a tutti i prodotti con isopropanolo. Una sostanza utilizzata in diversi ambiti (additivo per carburanti, blando solvente, sgrassante per obiettivi fotografici, disinfestante usato nella lotta alla cocciniglia), i cui fumi possono arrivare però a irritare gli occhi, causare secchezza della pelle o danni al sistema nervoso. E sono potenzialmente cancerogeni.

L’obiettivo è far sì che i produttori utilizzino pigmenti privi della sostanza (detta anche alcol isopropilico, propan-2-olo o 2-propanolo). Ma il passaggio non è stato immediatamente recepito dai produttori stessi, che ora si trovano davanti a una scadenza che potrebbe mettere in ginocchio il settore in Ue.

La rabbia dei tatuatori e i ritardi dei produttori di inchiostro

I produttori di inchiostro per tatuaggi, insomma, avrebbero temporeggiato troppo in attesa di ulteriori novità, nonostante fossero a conoscenza del regolamento Reach praticamente da un anno. Ed è per questo che i tatuatori sono sul piede di guerra.

“Rielaborare i colori nella composizione di tutte le sue parti, rispettare i parametri che ha assegnato la Ue e rimettere sul mercato colori con l’etichettatura nuova non è semplice per i produttori – ha affermato Arneodo al CorSera -. Capisco che devono riformulare tutto, che è un lavoro immane. Ma non sarebbe dovuto diventare un nostro problema”.

Il paradosso della deroga per blu e verde

Nello stesso regolamento, però, ci sono due eccezioni particolari, se non paradossali. Se gli attuali prodotti per produrre il rosso, il giallo e l’arancione saranno banditi perché in natura si trovano sostituti adeguati, per il “Blu 15” e il “Verde 7” si è invece proceduto a una proroga fino a fine 2022. Per i tatuatori è una mossa azzardata, perché la proroga aumenterebbe il rischio di danni all’uomo, vista la pericolosità dei prodotti con isopropanolo.

In ogni caso, sarà un problema riorganizzarsi in tempo per l’attivazione della norma che, ripetiamo, sarà in vigore dal 4 gennaio prossimo. La materia resta complessa e il tema tatuaggi non è di quelli da sottovalutare. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità ci sono 7 milioni di italiani con almeno un tatuaggio. Il 60% dei quali ha avuto una reazione avversa.

Negli inchiostri esaminati a campione è stato rinvenuto in molti casi il cromo esavalente, noto cancerogeno, a livelli superiori a quelli consentiti dalle normative di sicurezza. Insomma, una svolta era necessaria e il regolamento Reach intendeva proprio superare le criticità. Ma a poco meno di venti giorni dall’attuazione delle norme, i tatuatori rischiano di esserne travolti.

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