Museo Fumetto, gli aiuti non ci sono.
Il MiBACT si scusa e chiarisce

Il ministro dei Beni Culturali, Franceschini: "Ho chiamato questa mattina Luigi Bona per scusarmi. Correggeremo subito"

Museo Fumetto, gli aiuti non ci sono. Il MiBACT si scusa e chiarisce
Il Museo del Fumetto in Viale Campania a Milano (Wikimedia Commons | Arbalete CC BY-SA 4.0)
newsby Francesco Lucivero13 Novembre 2020


Prima lo shock per i mancati aiuti da parte dello Stato nonostante la chiusura forzata, poi le scuse e l’impegno in prima persona del ministro Dario Franceschini a risolvere la situazione. Sono giorni difficili per le strutture museali in Italia, costrette a chiudere per le disposizioni previste dagli ultimi Dpcm, ancor di più per WOW Spazio Fumetto, realtà attiva a Milano dal 2011, che si era visto negare inizialmente il contributo di sostegno da parte dello Stato. Attraverso un tweet pubblicato nella giornata di venerdì, il ministro dei Beni e delle Attività Culturali ha però chiarito la faccenda promettendo una rapida risoluzione, parlando di “errore di interpretazione”.

Le scuse via Twitter di Dario Franceschini

Luigi Bona, direttore di WOW Spazio Fumetto, aveva commentato con grande amarezza la richiesta respinta. “Con dieci anni di attività e centinaia di mostre che hanno riscosso successo di pubblico e critica, un gemellaggio internazionale con il Museo del Fumetto di Bruxelles, ci aspettavamo che WOW Spazio Fumetto avesse diritto ad essere aiutato con un contributo – le sue parole –. La prospettiva futura è quanto mai incerta e sempre più indirizzata verso un’inevitabile chiusura”.

“I fumetti sono arte e il MiBACT in questi anni ha sempre lavorato per valorizzarli” ha poi scritto su Twitter Franceschini, che poi ha confermato di aver contattato personalmente il direttore Bona, scusandosi pubblicamente e promettendo una soluzione rapida all’errore del Ministero.

Il patrimonio di WOW Spazio Fumetto: non solo mostre

WOW Spazio Fumetto, creato dalla Fondazione Franco Fossati nel 2011, è uno spazio che nel corso dei quasi dieci anni di attività si è fatto notare non solo per le mostre, ma anche per iniziative a livello didattico come corsi di fumetto, sceneggiatura e stop motion. Il tutto rivolto a giovani e meno giovani, apprezzatissimo dagli appassionati.

Il museo ha anche a disposizione una biblioteca con oltre 800mila volumi a fumetti, “prestati anche ad importanti realtà museali italiane”, come sottolineato dallo stesso direttore. Il Dpcm, però, ha fermato ogni attività in loco fino al 3 dicembre. Al momento della chiusura erano in corso un’esposizione sulla storia della Marvel e un’altra sulla figura di Guido Crepax.


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