Il ministro Gualtieri fa i conti con il bar di fronte al ministero

"Mi ha chiesto quanto avevo perso rispetto allo scorso anno e ha fatto i conti delle misure prese", dice il gestore del locale dopo l'incontro con Gualtieri

newsby Redazione14 Maggio 2020


Roberto Gualtieri, ministro dell’Economia, in visita al bar “XX settembre” di Roma per toccare con mano la situazione dei ristoratori italiani a poche ore dall’emissione del decreto rilancio. Questa la sorpresa che il titolare del locale, Valerio Organtini, ha vissuto nella mattinata di giovedì. Il suo bar si trova di fronte al ministero.

Le domande del ministro

Il ministro Gualtieri – ha spiegato Organtini – è venuto a sorpresa e ha spiegato a noi quello che stanno per approvare. Ha voluto conoscere la situazione economica del bar, che è difficile. Si è informato sull’affitto che pagavamo, se rientravamo nel ristoro del 60% che verranno restituiti. Ha fatto domande anche sull’Irap che non si pagherà più da giugno e ha chiesto il mio reddito dello scorso anno ad aprile“.

Il barista ha anche spiegato che è stato Gualtieri in persona a presentarsi, e di non averlo mai conosciuto in precedenza: “Era lui in persona, si è presentato spontaneamente. Non era mai venuto prima in questo bar. Mi è parso interessato alla situazione, stanno facendo di tutto per aiutare l’economia che adesso è proprio a zero“.

L’atteggiamento di Gualtieri

La situazione che ha trovato il ministro Gualtieri, ha aggiunto Organtini, è molto preoccupante: “Il lavoro è calato del 70%, da quando abbiamo riaperto lavoriamo malissimo. Tanto da asporto. Speriamo adesso nel 18 maggio, quando un po’ tutti riapriranno e anche noi torneremo a mettere qualche tavolo fuori. Ci siamo fatti i conti di quanto ho perso rispetto allo scorso anno e stiamo sugli 8000 euro fino ad ora“.

Una visita che il barista ha gradito molto, in particolare per l’atteggiamento adottato da Gualtieri: “Era interessato e a me ha convinto. La cosa che più ci aiuta è sicuramente la sospensione dell’affitto, lui è rimasto sorpreso di quanto pagavamo“. “Diciamo che contenti è un parolone e in tasca non abbiamo ancora nulla. La speranza, come si dice, è l’ultima a morire“, ha aggiunto la moglie Emanuela.


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