Green pass e vaccino, anche il governo dice basta: “Vanno ripensati”

Parla il sottosegretario Sileri: "Rimodulare Green pass a scadenza stato d'emergenza. Vaccinazione? Meglio se personalizzata in base a indicazioni scienza"

newsby Marco Enzo Venturini29 Gennaio 2022


Anche il governo dice basta a Green Pass e vaccino anti Covid concepiti come lo sono stati negli ultimi mesi. Lo fa attraverso il sottosegretario al ministero della Salute Pierpaolo Sileri, che ne ha parlato in un’intervista a ‘Il Fatto Quotidiano’.

Green Pass e vaccino: cosa deve cambiare secondo Sileri

Rimodulerei il Green pass in coincidenza con la fine dello stato d’emergenza il 31 marzo“, ha spiegato Sileri. Che poi ha chiarito: “Non dico di farlo scomparire. Come si deciderà più avanti. Bisogna rimodularlo e allungarlo per chi ha fatto la terza dose e per i guariti, ma su base scientifica. Quando, ce lo dirà il virus“.

Gli stessi richiami del vaccino, secondo Sileri, dovrebbero cambiare. “Rimodulerei anche, salvo che emerga una variante più cattiva, i richiami in funzione delle fasce d’età con più rischi“, ha affermato. Per poi definire meglio quando questo potrà avvenire: “Solo quando nelle terapie intensive saremo a un livello molto più basso di pazienti Covid. Spero in primavera. Prima ridurrei l’isolamento per i positivi asintomatici. Ottimo sperimentare l’autotest per i trivaccinati, come fa l’Emilia-Romagna“.

Verso “vaccinazione personalizzata”: cosa significa

Sileri si è anche soffermato sull’affermazione ‘rendere difficile la vita ai non vaccinati‘. Sileri ha voluto illustrare a chi si riferiva: “No vax, complottisti, quelli dei microchip e delle vignette sui lager. Non a chi non si vaccina perché ha dei dubbi o ha paura. E magari aspetta ascoltando questi santoni, si prende il virus e rischia di morire“.

Arriva però anche la critica nei confronti degli ospedali che hanno respinto pazienti sprovvisti di Green Pass. “Eccessi inaccettabili, come per la donna incinta che non aveva il tampone, non è entrata in ospedale e ha perso il bambino. L’alleggerimento del Green pass sarà necessario anche per evitare che la burocrazia soffochi l’esigenza clinica. Ad esempio, colui che ha avuto il virus, ha fatto due dosi e si è ripreso il virus, dovrà essere svincolato dalla tempistica dei richiami. Dobbiamo andare verso una vaccinazione personalizzata in base alle indicazioni scientifiche. Dovremo poter dire a chi ha un elevato titolo anticorpale che è già immune e lo rivedremo tra sei mesi“, è il proclama di Sileri.


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