Green pass, rubate le chiavi
per generare i certificati europei

Il furto non sarebbe avvenuto in Italia. Diffusi programmi per usare i codici e generare green pass falsi, che ora saranno invalidati. Sul web il certificato di Hitler

Green pass, fino a quando resterà in vigore? Il piano del governo
Green pass
newsby Alessandro Boldrini27 Ottobre 2021


Allarme green pass falsi in Unione Europea. Come riporta l’Ansa citando fonti italiane qualificate, degli ignoti avrebbero rubato alcune chiavi per la generazione dei pass europei. I codici sarebbero stati poi pubblicati su Internet e diffusi insieme a dei programmi che consentono di creare delle riproduzioni della certificazione verde.

Invalidati i green pass falsi

Stando a quanto scrive l’agenzia di stampa, le autorità avrebbero già deciso di invalidare tutti i green pass generati con quei codici. Inoltre, in mattinata sono in programma delle riunioni a livello europeo proprio per discutere dell’accaduto.

Oltre che per valutare la gravità della situazione. Al momento non si conosce né il numero di chiavi sottratte né quanti certificati falsi sarebbero già stati prodotti. Sono tuttora in corso degli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica.

Il furto non è partito dall’Italia

In base alle prime informazioni disponibili, comunque, sembra che il furto non sia avvenuto in Italia. Dalle prime verifiche, infatti, la Sogei (la società del Ministero dell’Economia che fornisce i codice per generare i pass) non avrebbe subìto alcun attacco informatico nelle ultime ore.

Da qui l’ipotesi che le chiavi provengano dall’omologo Ente di un altro Stato membro dell’Ue. Comunque, per tamponare la situazione, le autorità hanno confermato di aver proceduto all’invalidazione dei codici rubati e, di conseguenza, dei green pass generati con essi.

Sul web il pass di Adolf Hitler

Già nella serata di ieri sul web è circolata la notizia della riproduzione di un green pass intestato ad Adolf Hitler nato il 1° gennaio 1900. Al di là della data di nascita errata, però, il Qr Code del certificato risultava valido se scansionato con l’app Verifica C19.

A renderlo noto è stato un utente di Twitter, Reversebrain, che ha pubblicato le foto per dimostrare la validità del certificato, ipotizzando anche che la fuga delle chiavi per la generazione delle certificazioni verdi potesse essere partita dall’Italia.

L’indomani l’utente ha infine chiarito di non essere lui l’autore del furto delle chiavi e ha postato una foto per dimostrare come il green pass di Hitler non fosse più valido dopo l’intervento delle autorità.


Tag: Green passGreen pass falsiUe