Covid, fiducia Brusaferro: “Curva in calo, segnali di inversione trend”

Il monitoraggio di Ministero della Salute e Istituto superiore di sanità certifica una diminuzione dell'incidenza dei casi Covid e dell'indice Rt in Italia

Il monitoraggio di Iss, Css e Ministero della Salute anticipa il ritorno in zona arancione di tre regioni. Umbria e Bolzano a rischio zona rossa
newsby Marco Enzo Venturini28 Gennaio 2022


Numeri rinfrancanti dal monitoraggio settimanale dell’Iss e del Ministero della Salute sui numeri del Covid. Lo evidenzia il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro: “La curva mostra una lieve decrescita. Questo dato è attestato sia dall’incidenza sia dall’indice Rt, che si sta attestando sotto la soglia epidemica. E si tratta di un’indicazione positiva“.

Covid: Italia in controtendenza rispetto all’Europa

Il quadro europeo mostra in generale curve di crescita epidemica. Il nostro Paese invece, insieme a qualche altro, comincia a mostrare un’inversione di tendenza. Anche questo è un ulteriore segnale coerente con i dati che osserviamo“, ha aggiunto Brusaferro. Che però ha voluto chiarire: “Resta comunque una elevata circolazione del Covid in quasi tutte le Regioni“.

Ad eccezione della fascia d’età 0-9, tutte le altre fasce d’età mostrano sostanzialmente una decrescita dei casi di Covid negli ultimi sette giorni. In particolare i più giovani sono però caratterizzati ancora da un quadro di crescita dell’incidenza“, ha sottolineato Brusaferro. L’incidenza dei casi di Covid per 100 mila abitanti si porta infatti a 1823 rispetto ai 2011 di una settimana fa. L’indice di trasmissibilità Rt scende invece da 1,31 a 0,97.

I dati rispetto alla scorsa settimana e l’incognita Omicron 2

A livello nazionale, l’occupazione delle terapie intensive si porta al 16,7% dal 17,3% di una settimana fa. I reparti ordinari degli ospedali sono invece occupati per il 30,4%: una settimana fa erano al 31,6%. Giusto una settimana fa Brusaferro parlò di “Primi segnali di stabilizzazione della curva” del Covid. I dati di oggi certificano che era proprio così, aumentando la fiducia per la settimana che verrà.

Intanto la variante Omicron del Covid è diventata ampiamente predominante. Al 17 gennaio, infatti, la sua prevalenza è stata stimata al 95,8%, con una variabilità regionale tra l’83,3% e il 100%. La variante Delta, invece, è scesa al 4,2% del campione esaminato. Questi dati arrivano nelle stesse ore in cui è stata sequenziata, per la prima volta in Italia, la variante Omicron 2.


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