Come si diventa santi? Il processo di canonizzazione e il caso di Carlo Acutis

Ecco tutte le fasi previste dalla chiesa cattolica per raggiungere lo stato di santo, con il recente caso di Carlo Acutis, il 15enne morto per una leucemia fulminante nel 2006

Il processo di beatificazione e canonizzazione di un fedele cattolico richiede che la persona, in vita, in morte e dopo la morte, abbia goduto di una riconosciuta fama di santità, martirio o offerta della vita. Questo processo articolato in diverse fasi mira a verificare e ufficializzare la santità di un individuo, portandolo dall’essere un semplice fedele a diventare un Santo riconosciuto.

La canonizzazione è l’ultimo gradino di un percorso che include altre tappe: il fedele deve essere prima dichiarato Servo di Dio, poi Venerabile, e infine Beato. La persona viene chiamata Servo di Dio quando inizia ufficialmente la Causa di beatificazione e canonizzazione. Questa fase richiede che un postulatore, nominato appositamente, raccolga documenti e testimonianze che evidenziano la vita virtuosa del candidato.

Fase Diocesana

La prima fase inizia con un’inchiesta diocesana, dove il vescovo locale nomina un tribunale che include un delegato, un promotore di giustizia e un notaio attuario. Una commissione storica raccoglie tutti i documenti relativi al Servo di Dio e i suoi scritti, i quali vengono esaminati da due censori teologici per verificare che non contengano nulla di contrario alla fede o alla morale. Una volta raccolte tutte le informazioni, il processo si conclude con una sessione di chiusura presieduta dal vescovo.

Fase Romana

Conclusa la fase diocesana, tutta la documentazione viene trasferita a Roma al Dicastero delle Cause dei Santi. Un relatore guida il postulatore nella preparazione della “Positio”, un documento che sintetizza le prove raccolte. La “Positio” deve dimostrare la vita, le virtù o il martirio e la relativa fama del Servo di Dio, e viene esaminata da un gruppo di consultori teologi del Dicastero e, nel caso di cause storiche, anche da una commissione di consultori storici. Se la “Positio” ottiene un voto favorevole, viene sottoposta al giudizio dei vescovi e cardinali membri del Dicastero. Se anche questi danno un giudizio positivo, il Santo Padre può autorizzare la promulgazione del decreto sull’eroicità delle virtù, sul martirio o sull’offerta della vita del Servo di Dio, che così diventa Venerabile.

Beatificazione

La beatificazione è un passaggio intermedio verso la canonizzazione. Se il candidato è riconosciuto come martire, diventa subito Beato. Altrimenti, è necessario il riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione, solitamente una guarigione ritenuta scientificamente inspiegabile e confermata da una commissione medica del Dicastero delle Cause dei Santi. Se il miracolo viene approvato, anche i vescovi e i cardinali del Dicastero devono esprimersi favorevolmente. Se il Santo Padre dà il suo assenso, il Venerabile viene proclamato Beato.

La madre di Carlo Acutis, Antonia Salzano
La madre di Carlo Acutis, Antonia Salzano | Ansa – newsby.it

Canonizzazione

Per la canonizzazione, ossia per essere dichiarato Santo, è necessario un secondo miracolo attribuito all’intercessione del Beato, avvenuto dopo la sua beatificazione. Anche questo miracolo deve essere approvato da una commissione medica, seguita dal giudizio dei teologi, dei vescovi e dei cardinali. Se il Santo Padre approva, il Beato viene canonizzato e dichiarato Santo.

La storia di Carlo Acutis

Un esempio recente e significativo è la storia di Carlo Acutis, lo studente lombardo morto a soli quindici anni per una leucemia fulminante nel 2006. Carlo è diventato un modello di vita cristiana per molti giovani fedeli e una sorta di “patrono di internet”. Proclamato Beato il 10 ottobre 2020 ad Assisi, Carlo è ora destinato a diventare Santo grazie al riconoscimento di un secondo miracolo attribuito alla sua intercessione.

Carlo Acutis è considerato un esempio di “santità del quotidiano” poiché la sua vita è stata “una preghiera continua”. La madre, Antonia Salzano, lo descrive come “un ragazzo normale che ha aperto il suo cuore a Cristo e ha reso santa la sua normalità”. La famiglia Acutis vive tra Milano, dove gestisce un’azienda, e Assisi, dove Carlo ha chiesto di essere sepolto. La sua tomba, con il corpo visibile, è meta di migliaia di pellegrini ogni anno. Carlo ha un fratello e una sorella, nati entrambi dopo la sua scomparsa, che la madre considera un “miracolo” annunciato da Carlo stesso in sogno.

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