Berlusconi al Ruby ter, avvocato Cecconi: “Assoluzione di Siena pesa”

Federico Cecconi rappresenta Berlusconi al processo milanese: "Dichiarazioni spontanee? L'intendimento è quello. Eventuale interrogatorio? Aspettiamo"

newsby Redazione3 Novembre 2021



Al momento attuale noi non sciogliamo la riserva in maniera definitiva” su un possibile esame di Silvio Berlusconi come imputato nel processo milanese sul caso Ruby ter. Ma “l’intendimento è quello, per adesso, di riservarci le dichiarazioni spontanee” nelle prossime udienze. Lo ha spiegato l’avvocato Federico Cecconi a margine dell’udienza nell’aula bunker a Milano.

Berlusconi al processo di Milano: la strategia della difesa

Il legale ha chiarito che se ci sarà “ancora margine per poter riservarci” anche un eventuale interrogatorio di Berlusconi “prenderemo tempo. Questo anche alla luce di una valutazione complessiva riguardo, in primo luogo, l’andamento dell’istruttoria. E, in secondo luogo, in base a chi verrà sentito in sede di esame degli imputati“.

A proposito delle due co-imputate, poi, l’avvocato di Berlusconi ha affermato: “Ognuno faccia quello che crede. Si difenda nel modo in cui ritiene migliore doversi difendere. Non entro e non sono mai entrato nel merito delle valutazioni, opportunità e prerogative difensive delle persone che non assisto“.

Quanto incide l’assoluzione al Processo di Siena

L’avvocato Cecconi, in ogni caso, si aspetta che si vada verso l’assoluzione. “Non è che il processo senese sia, o fosse, un processo diverso – ha infatti affermato –. Il processo di Siena è una gemma, un frammento, di quello che era inizialmente un unico processo, ossia quello di Milano. Che aveva la stessa prospettazione accusatoria, la stessa impostazione per quanto riguarda le contestazioni e le modalità descrittive della condotta che anche qui è contestata al dottor Berlusconi“.

Il riferimento è a quanto stabilito qualche settimana fa dal Tribunale di Siena. Qui Silvio Berlusconi e il pianista di Arcore Danilo Mariani furono assolti perché il fatto non sussiste. Erano imputati per corruzione in atti giudiziari. Secondo la Procura, il fondatore di Forza Italia avrebbe pagato il musicista per testimoniare il falso a proposito delle serate di Arcore. “Quindi non c’è dubbio che, inevitabilmente, è una sentenza che pesa anche nell’ambito di questo processo“, ha affermato un fiducioso Cecconi.


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