L’annuncio del presidente francese Emmanuel Macron di introdurre l’obbligo del green pass per accedere a ristoranti e trasporti ha generato due effetti immediati. Uno positivo, ossia l’aumento vertiginoso (1,7 milioni da lunedì sera) delle richieste di appuntamento per il vaccino anti Covid. Ma anche uno negativo e per certi aspetti paradossale: l’impennata di ricerche da parte dei francesi di green pass falsi o false certificazioni vaccinali.
A certificarlo ci sono i trend di ricerca sulla versione francese di Google, dove spopolano termini come “fausse attestation Covid”, “faux pass sanitaire” o “faux vaccin”. Tradotto: “falsa attestazione Covid”, “finto pass sanitario” o “vaccino falso”. Una tendenza preoccupante, che potrebbe riguardare a breve anche l’Italia, data l’intenzione del Governo di valutare nei prossimi giorni l’uso allargato del green pass sulla scorta del ‘modello francese’.
Da sottolineare come i termini di ricerca riguardino un arco temporale preciso, vale a dire le ore immediatamente successive all’annuncio di Macron alla nazione. Secondo una stima, infatti, le parole “fausse attestation” su Google finora erano state digitate in media tra le 500 e 600 volte al mese. Mentre ieri mattina le ricerche erano già schizzate a oltre 4mila.
Questa tendenza, inoltre, riguarda anche (e soprattutto) i social network. Ad esempio Snapchat, piattaforma molto popolare in Francia. Oppure app di messaggistica come Jabber, Wickr o Telegram dove gli utenti – nascosti da un semplice pseudonimo – cercano, comprano o vendono certificati e green pass falsi. C’è poi il dark web, dove si trovano annunci di pass fasulli in vendita a 400 euro l’uno.
Il fenomeno, comunque, è già ampiamente diffuso anche in Italia, come dimostrano i recenti sequestri di canali Telegram scoperti dalla Guardia di Finanza. Il rischio concreto, però, è che possa intensificarsi ulteriormente nella ‘popolazione’ no vax se l’Italia dovesse davvero adottare la stessa decisione della Francia. Ovviamente, a rischio e pericolo dei ‘clienti’ stessi viste le sanzioni a cui si va incontro. Nel Paese d’Oltralpe, ad esempio, i reati di falso o utilizzo di falso sono puniti con ammende dai 45mila euro e pene a partire dai tre anni di reclusione.
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