PimEyes, come funziona il sito che permette di trovare chiunque con una foto

La piattaforma permette di risalire con facilità alle informazioni personali di qualsiasi utente. In passato è finita nel mirino dell’Agenzia tedesca per la protezione dei dati e la libertà di informazione

PimEyes si basa sul riconoscimento facciale
newsby Alessandro Bolzani1 Giugno 2022


Esiste un sito Internet che permette a chiunque di rintracciare una persona partendo da una fotografia. Si chiama PimEyes, è basato sul riconoscimento facciale e negli ultimi giorni è stato accusato dai media di rappresentare un rischio enorme per la privacy delle persone. In effetti, la prospettiva che qualcuno possa scoprire tutto (o quasi) di noi grazie a una singola immagine non è delle più rassicuranti. Ma come funziona di preciso il tutto? Andiamo a scoprirlo.

Le caratteristiche di PimEyes

Su PimEyes chiunque può caricare una foto e avviare una scrupolosa ricerca su tutta la rete. Il sito non si limita a trovare tutte le altre immagini che raffigurano la persona ritratta, ma rintraccia anche le sue informazioni personali e i profili social.

Tecnologia di riconoscimento facciale
Foto Pixabay | Tumisu

Una piattaforma del genere si presta a degli usi tutt’altro che positivi (sarebbe un’arma pericolosissima tra le mani di uno stalker, per esempio) e può mettere a rischio la privacy. È propri per questa ragione che nel corso del 2021 è finita nel mirino dell’Agenzia tedesca per la protezione dei dati e la libertà di informazione nel Baden-Württemberg. Prima di verificare la probabile violazione del GDPR, il regolamento generale sulla protezione dei dati in vigore in Europa, il portale è stato acquistato da un imprenditore georgiano che ne ha spostato la sede a Dubai. PimEyes è quindi sfuggita alla legislazione europea.

I gestori del sito si sono difesi dalle accuse dichiarando che le ricerche effettuate tramite la piattaforma si limitano a far affiorare in superficie delle informazioni già disponibili su portali pubblici. Inoltre, non viene salvato nessuno dei dati trovati. Sul proprio blog, l’azienda ha spiegato che PimEyes è solo uno strumento e che la responsabilità di usarlo nel modo corretto ricade tutta sulle spalle degli utenti.

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L’uso di PimEyes è gratuito? Non proprio. Si tratta di un servizio freemium, che dopo una piccola prova gratis richiede il pagamento di un abbonamento non proprio economico. Servono 35,99 euro al mese per avere accesso a 25 identificazioni al giorno. Chi lo desidera, può anche pagare di più (95 euro al mese) per sfruttare PROtect, un servizio che permette agli utenti interessati di eliminare ognuna delle foto caricate sul web nel corso degli anni.

Riconoscimento facciale
Foto Pixabay | Gerd Altmann

Durante la prova effettuata dai giornalisti del New York Times è emerso che PimEyes è in grado di raccogliere informazioni in pochissimi secondi e in modo accurato. I redattori lo hanno testato su una dozzina di giornalisti, con il loro consenso, e ogni volta hanno ottenuto dei risultati accurati. Neppure le foto in cui il volto è coperto tramite degli occhiali da sole o una mascherina si sono dimostrati un ostacolo per il software di riconoscimento facciale.


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