Perché Instagram ha un problema con l’Iran?

Alcuni utenti iraniani hanno accusato la piattaforma di aver censurato dei post riguardanti le recenti proteste contro il governo

Iran, la bandiera del Paese
Foto Pixabay | FarkhodVakhob9TJK9
newsby Alessandro Bolzani27 Maggio 2022


Quello tra Instagram e l’Iran è un legame che negli ultimi giorni si è fatto piuttosto turbolento. Non solo alcuni moderatori della piattaforma hanno denunciato dei tentativi di corruzione da parte dell’intelligence del Paese ma vari utenti hanno anche accusato il social di aver rimosso dei post riguardanti delle proteste contro la Guida suprema Ali Khamenei e il presidente Ebrahim Raisi. Cerchiamo di capire cos’è successo di preciso.

L’Iran vuole censurare gli attivisti su Instagram?

Parlando con la BBC, un moderatore di Instagram e un ex dipendente della piattaforma hanno dichiarato di aver ricevuto delle offerte in denaro dall’intelligence iraniana per eliminare gli account di specifici giornalisti e attivisti. “Mi sono stati offerti dai cinquemila ai diecimila euro per cancellare un account. L’obiettivo principale era rimuovere l’attivista iraniano-americana Masih Alinejad da Instagram”, ha dichiarato l’ex moderatore. Entrambi gli insider hanno anche accusato alcuni colleghi iraniani di essere influenzati da pregiudizi “pro regime” nella propria attività di moderazione dei contenuti.

Si tratta di dichiarazioni supportate dalle testimonianze di vari utenti iraniani, che negli ultimi giorni hanno puntato il dito contro la scelta di Instagram di rimuovere i post relativi alle proteste contro il governo, nate in seguito alla scelta di tagliare i sussidi per il grano. Sia Meta che le compagnie esterne a cui è affidata la moderazione dei contenuti hanno definito queste accuse prive di fondamento.

I contenuti rimossi

Durante la protesta non sono mancati degli slogan contro Khamenei e Raisi, che hanno spinto i media dell’Iran a dare poca visibilità al malcontento generale. Per far sentire la propria voce, i manifestanti non hanno potuto fare altro che affidarsi a Instagram, dove però non tutto è andato come previsto. Vari utenti, infatti, hanno notato la rimozione di foto e video relativi alla protesta. Inoltre, l’account 1500tasvir, gestito dagli oppositori politici del governo attuale, è stato limitato per “proteggere la community” del social. Su Twitter, le persone che si celano dietro al profilo hanno dichiarato la mossa “incredibile” e hanno accusato Instagram di “fare gli interessi del dittatore.

Parlando con la BBC, l’ex moderatore di Instagram ha dichiarato di aver conosciuto degli addetti alla revisione dei contenuti “apertamente schierati con il regime iraniano”. L’uomo ha lavorato per alcuni anni presso Telus International, una compagnia esterna che supporta la gestione del social. “Un revisore può cancellare un post che è stato segnalato senza temere grosse ripercussioni”, ha spiegato. “Al massimo una simile azione può portare a un lieve calo della propria percentuale di accuratezza”.
Telus International ha negato qualsiasi legame con il governo iraniano, ma si è detta intenzionata a fare luce su quanto avvenuto.

La frase incriminata

La rimozione dei contenuti potrebbe essere stata causata dalla presenza della frase “Morte a Khamenei” in alcuni dei post. Meta, infatti, ha chiarito più volte che sui propri social non è possibile augurare la morte a un capo di stato. Tuttavia, nel corso del 2021 la piattaforma ha fatto un’eccezione alla regola, permettendo agli utenti iraniani di postare la frase “Morte a Khamenei” per due settimane. Inoltre, negli scorsi mesi Meta ha permesso agli utenti di Facebook e Instagram residenti in alcuni Paesi di incitare alla violenza contro Vladimir Putin e i militari russi. Questa scelta ha però creato parecchie controversie e di recente il colosso sembra essere tornato ad applicare con rigidità le proprie linee guida.


Tag: InstagramIran