Google Maps calcola percorso più veloce? Come evita traffico

La scelta di un itinerario e il calcolo in tempo reale delle code su Google Maps derivano da dati satellitari ma anche archivi: ecco come

newsby Marco Enzo Venturini22 Aprile 2022


Google Maps è un servizio sempre più diffuso e utilizzato, tanto da aver di fatto soppiantato l’utilizzo dei più tradizionali navigatori satellitari. È però lecito domandarsi quale sia il funzionamento del servizio, in grado non solo di segnalare agli utenti la strada più veloce per raggiungere la propria meta, ma anche di calcolare il traffico in tempo reale lungo l’itinerario stradale.

L’utilizzo di Google Maps è pressoché immediato, in particolare per chi dispone di uno smartphone Android (su cui la app è preinstallata). Per attivarlo è consigliato, ma non obbligatorio, avere un account su Google. Indispensabile invece attivare la localizzazione sul proprio dispositivo mobile Android o iOS. A quel punto, selezionando la propria destinazione, la app calcolerà l’itinerario. In che modo, però, stabilirà come evitare eventuale traffico?

Google Maps calcola percorso: come funziona

Non bisogna dimenticare che Google Maps, secondo i dati che la stessa azienda ha diffuso, copre addirittura il 99% delle strade mondiali. Nel corso degli anni le ha tracciate tramite proiezioni dai satelliti e anche centinaia di miliardi di fotografie scattate da automobili aziendali e addirittura pedoni sotto contratto con la compagnia. Ciò permette di percorrere tragitti estremamente fedeli, dettagliati e accurati, con una precisione nel calcolo della durata dei viaggi che tocca il 97% anche per distanze chilometriche.

Un'auto della compagnia scatta foto per Google Maps
Foto | Pixabay | petterijokela

Chiunque abbia mai utilizzato il servizio sa però che Google Maps prevede diverse colorazioni nel tragitto da percorrere con la propria macchina. La strada del proprio itinerario, infatti, potrà essere di colore celeste, arancione o rosso (che in casi di congestione totale può diventare anche nero). Ciò permette di capire quanto traffico dovremo affrontare, con l’orario di arrivo a destinazione che viene calcolato di conseguenza.

Il servizio ci riesce tramite l’utilizzo dei “dati aggregati sulla posizione“. Ogni telefono presente nella zona del nostro itinerario, infatti, manderà segnali a Google Maps che potrà quindi verificarne ubicazione e movimento. Un alto numero di segnali da una specifica strada, permetterà quindi di capire che in quel punto c’è un livello di traffico molto intenso. La piattaforma utilizza però anche i modelli storici, ossia i dati accumulati nel tempo sul traffico di ogni specifico tragitto. L’intelligenza artificiale, peraltro, permette anche un sistema di apprendimento automatico dei percorsi stradali. Si tratta del Graph Neural Network, attualmente attivo però solo in alcune città. Dove però i vari dati delle tabelle arrivano a “prevedere” code prima ancora che si verifichino.

Google Maps, interfaccia della app
Foto | Pixabay | PhotoMIX-Company

Non bisogna dimenticare, peraltro, che Google Maps ci consente sempre una scelta alternativa con le sue mappe. Se possiamo raggiungere la meta percorrendo una strada non suggerita dal sistema, saremo sempre liberi di farlo. A quel punto l’itinerario sarà ricalcolato, e l’orario previsto di fine viaggio anche. Certo è che, in quel caso, le eventuali code diventeranno nostra esclusiva responsabilità.


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