Facebook e quella reazione sorridente che ha perso significato

Nel corso degli anni, la faccina che ride è diventata sempre più associata alla derisione e al disprezzo, allontanandosi dal suo scopo originale. Alcuni utenti la usano in modo distorto e non è raro trovarla sotto post tutt’altro che allegri

Su Facebook, ma non solo, l'emoji sorridente è usata in modo distorto per esprimere derisione e odio
Su Facebook, ma non solo, l'emoji sorridente è usata in modo distorto per esprimere derisione e odio (Pixabay)
newsby Alessandro Bolzani15 Dicembre 2021


Quando Facebook ha affiancato le reazioni al classico “mi piace” sembrava che nulla potesse andare storto. I nuovi “pulsanti” offrivano agli utenti la possibilità di far capire meglio i propri sentimenti all’autore di un post, mostrando apprezzamento, rabbia, divertimento, sorpresa o tristezza. Con il passare del tempo, però, l’uso delle reazioni ha iniziato a cambiare, anche sulla base dell’ironia degli utenti. Per esempio c’è chi ha iniziato a mettere la faccina arrabbiata alla provocazione scherzosa di un amico solo per stare al gioco.

Una reazione che esprime divertimento o disprezzo?

Tra tutte le reazioni quella che ha cambiato di più il proprio significato nel corso degli anni è indubbiamente quella che esprime divertimento. Alcuni utenti la usano ancora per il suo scopo originario, ma altri hanno iniziato ad associarla alla derisione e al disprezzo. Non appena vedono un post riguardante una tematica seria, ma che non condividono, la loro mano scatta subito a selezionare l’emoji gialla. Capita così di vedere la faccina sorridente associata a post che riguardano tematiche tutt’altro che divertenti, come la pandemia di coronavirus o il cambiamento climatico. Per alcuni utenti basta notare la sua presenza per capire che leggere i commenti sotto al post sarebbe un grave errore.

In tempi non sospetti, qualcuno aveva già sollevato alcuni dubbi su un possibile utilizzo distorto della reazione. Nel 2016 Abi Wilkinson, giornalista del Guardian, aveva sottolineato come le fattezze dell’emoji “Tears of Joy”, molto simile alla “Grinning Squinting Face” usata da Facebook, esprimessero derisione e crudeltà. Già allora l’uso della faccina era piuttosto distorto e non era raro trovarla sotto a vari post riguardanti tragedie di vario tipo, soprattutto quelle relative ai migranti.

Cosa dovrebbe fare Facebook?

Nel corso del tempo l’uso delle emoji che esprimono divertimento è diventato sempre più un comune tra gli utenti con posizioni politiche ben specifiche. Di fronte a questa situazione, Facebook potrebbe valutare di disabilitare l’uso della reazione, perlomeno nei post riguardanti tematiche che stanno a cuore anche all’azienda. Il colosso di Menlo Park, infatti, si è impegnato parecchio per combattere la disinformazione legata alla pandemia di coronavirus e avrebbe senso che prendesse delle misure anche per impedire ai propri utenti di sminuire il problema con un solo click. Al momento non sembrano esserci piani a riguardo. L’unica certezza è che ormai sembra impossibile restituire l’originario “candore” a un emoji sempre più associata all’odio e alle risate becere, volte a ferire più che a esprimere divertimento.


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