Batteria che esplode: come evitare che il nostro power bank diventi una bomba

Il caso di Milano ha scatenato l'allarme, ma evitare che i power bank scoppino dipende anche da noi: come ricaricare la batteria in sicurezza

Il power bank, un dispositivo esterno per ricaricare la batteria di uno smartphone
Foto | Pixabay | viarami
newsby Marco Enzo Venturini30 Maggio 2022


Un caso di cronaca inquietante, che arriva da Milano e genera un comprensibile allarme per chiunque. In una scuola superiore del capoluogo lombardo, l’Ipsar Amerigo Vespucci, è infatti esploso un power bank. Si tratta di una batteria di emergenza per telefonini, che si trovava in uno zaino. Lo scoppio ha prodotto il ricovero di tre studenti minorenni, una delle quali in preda a una crisi d’ansia per aver respirato i fumi del dispositivo. E ora ci si domanda come evitare che il fenomeno si ripeta.

Bisogna innanzitutto spiegare che i power bank sono dispositivi elettronici che nella maggior parte dei casi contengono batterie agli ioni di litio. Tante sono le precauzioni da adottare per il loro utilizzo, ma spesso le persone non le conoscono o le ignorano deliberatamente. Andiamo quindi a spiegare quali comportamenti adottare per ridurre i rischi che la nostra batteria esploda senza preavviso.

Batteria e power bank: le istruzioni per non correre rischi

Intanto, un primo dato. Il caso di Milano, infatti, è tutt’altro che isolato. I power bank esplosi in tasca a ignari cittadini, o ancora peggio in automobili, treni, autobus e aeroporti non sono affatto pochi. Addirittura un rapporto segnala che, negli Usa, lo scoppio di una batteria ricaricabile agli ioni di litio ha generato un incendio più di duecento volte tra il 2009 e il 2017.

Uno dei tanti power bank in commercio
Foto | Pixabay | viarami

In alcuni casi, come ha recentemente dichiarato la Sony, questo potrebbe dipendere da “microparticelle in metallo che si trovano nella cella della batteria e che interagiscono in maniera anomala con altre componenti della cella“. Al netto di difetti strutturali del power bank, però, ci sono diversi comportamenti che noi per primi possiamo adottare. Spesso la causa scatenante sono infatti sollecitazioni esterne, a partire dalle temperature eccessive. Ma è necessaria grande attenzione soprattutto dopo vibrazioni anomale o urti.

Se un power bank cade, per esempio, crescono i rischi che possa esplodere. Questo perché le fatidiche microparticelle interne potrebbero spostarsi e concentrarsi in un unico punto, generando un cortocircuito. Anche se il dispositivo continua regolarmente a caricare la nostra batteria, quindi, utilizzarlo ancora potrebbe essere imprudente. Molto più frequente, però, è il caso di apparecchi tenuti in luoghi umidi, o sotto il sole. E, soprattutto, sempre attaccati a una presa di corrente. Questo può portare a un sovraccarico di tensione, a un surriscaldamento e a un possibile scoppio.

Postazione di lavoro, con pc, telefono, altoparlante e power bank
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Proprio un power bank insolitamente tiepido può essere l’avvisaglia di un malfunzionamento in corso. Altro segnale da non ignorare è un eventuale sibilo, anche quasi impercettibile, o un odore di bruciato o di metallo. In questi casi è bene staccare il dispositivo dalla corrente e portarlo subito all’aperto. In presenza di fumo o scintille, invece, potrebbe essere troppo tardi ed è più prudente che siamo noi ad allontanarci. Infine, occhio ai prezzi. Se il nostro power bank costa troppo poco, è facile che monti una batteria di minore qualità o addirittura riciclata. In quel caso, la cosa migliore da fare è direttamente non comprarlo.


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