Ritiro precoce, non solo Ashleigh Barty | Gli addii dei campioni da giovani

Ashleigh Barty ha detto basta raggiunti i suoi obiettivi, altri sono consumati dallo sport: quando il ritiro del campione avviene in giovane età

Il ritiro, in ogni sport (dal tennis al calcio) può essere un momento traumatico
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newsby Marco Enzo Venturini23 Marzo 2022


Il tennis mi ha dato tutto quello che sognavo e anche molto di più. Ma come persona è la cosa giusta da fare, inseguirò altri sogni“. Sono le parole con cui Ashleigh Barty ha voluto comunicare al mondo il suo addio al tennis. Un ritiro giunto nel pieno della carriera, è attualmente numero 1 del tennis femminile, e della forma, dato che ha soli 25 anni.

La sua decisione scuote il mondo del tennis e non solo, per le modalità e le tempistiche con cui è giunto. Ma Ashleigh Barty non è certo l’unica regina del mondo dello sport che ha deciso di dire basta così presto. Quali possono essere, dunque, i motivi di un ritiro dallo sport per un fuoriclasse che ancora avrebbe buona parte della carriera davanti a sé? Le risposte possono essere le più disparate.

Ritiro nel pieno della carriera? Obiettivi raggiunti, o l’esatto contrario

A colpire, di Ashleigh Barty, è certamente il grande sorriso e la serenità con cui ha ufficializzato la sua improvvisa decisione. E infatti proprio il raggiungimento dei propri obiettivi personali è una delle principali cause di un ritiro prematuro. Non mancano però casi opposti, di chi molli per esaurimento di forze fisiche o nervose. E chi, invece, sia costretto da infortuni o più in generale eventi avversi.

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Uno dei casi recenti più facilmente accostabili a quello di Ashleigh Barty è probabilmente quello di Nico Rosberg. Tedesco poliglotta e figlio di campione del mondo, il suo destino era quasi fatalmente legato alla Formula 1. Ma la sua carriera dimostrò che il talento naturale c’era, e la voglia di prevalere anche. E dopo tre anni di battaglie intestine in Mercedes con Lewis Hamilton, nel 2016 finalmente lo batté e conquistò il titolo iridato. Tanto bastò per indurlo ad annunciare il ritiro: a 31 anni, aveva già raggiunto i propri obiettivi. E lasciò uno sport, la Formula 1, dove ai suoi livelli avrebbe potuto competere ancora per un decennio.

Motivazioni opposte invece per un fuoriclasse del pallone come André Schurrle, che nonostante la medaglia di campione del mondo 2014 e gli applausi dei tifosi di Borussia Dortmund e Chelsea disse basta a 29 anni. “Ho vissuto molte più ombre che luci. Non ho più bisogno delle ovazioni del pubblico“, disse il tedesco. Consumato dal calcio fu anche Sebastian Deisler, che dopo diversi recuperi da altrettanti infortuni e lo strisciante male della depressione, disse basta allo sport a 27 anni.

Ma non manca chi dal calcio sceglie di ritirarsi, come Ashleigh Barty, per il desiderio di dedicarsi ad altre passioni. Il giapponese Hidetoshi Nakata, a 29 anni, si diede al mondo della moda, Pablo Daniel Osvaldo a 30 anni preferì la musica (salvo tornare oltre tre anni dopo, e ritirarsi nuovamente dopo sole due partite al Banfield), il 26enne ex Lazio Riccardo Perpetuini mollò per diventare dentista. Le stelle francesi Michel Platini e Eric Cantona, semplicemente, persero l’energia e la voglia poco dopo la boa dei 32 e 30 anni.

Non mancano però i casi in cui il ritiro è solo temporaneo, come se si trattasse di una “crisi di mezza età” (o di metà carriera) per atleti tornati poi precipitosamente sui propri passi. Il caso più emblematico è forse quello di Michael Jordan, raccontato anche dal primo ‘Space Jam’. Campione di basket più iconico dell’intera storia, a 30 anni lasciò la disciplina per provare a farsi un nome nel baseball onorando una promessa al padre appena scomparso: dopo 17 mesi la retromarcia e il ritorno ai Chicago Bulls.

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Fenomeno abbastanza comune nella boxe (da Muhammad Ali a Mike Tyson, da George Foreman a Floyd Mayweather), anche nel wrestling non sono rari i casi di ritorno dopo un ritiro in giovane età. Spesso ciò avviene per un recupero totale e inatteso dopo infortuni potenzialmente invalidanti (Shawn Michaels nel 2002, Daniel Bryan nel 2018, Edge nel 2020), ma non solo. Goldberg, campione con un record di imbattibilità in WCW, tornò in WWE dopo 12 anni di stop, CM Punk entrò nel roster AEW sette anni dopo il turbolento addio alla WWE con promessa che mai più avrebbe calcato un ring. E poi c’è il caso di The Rock.

Oggi stella assoluta del cinema hollywoodiano e popolarissimo in America, Dwayne Johnson come noto si fece un nome proprio come campione di wrestling. Dopo i primi successi nel mondo del grande schermo, però, radunò i suoi fan in uno show del 2003 (la puntata di Monday Night Raw disputata all’indomani di WrestleMania XIX) per comunicare a tutti il proprio addio alla disciplina all’età di 30 anni. L’immediato arrivo di Goldberg, però, lo costrinse a rivedere i suoi piani. Rendendo il suo ritiro, durato meno di 40 secondi, facilmente il più breve dell’intera storia.


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