Milan-Spezia, non ci sono gli estremi per rigiocarla: Luca Marelli spiega perché

L'episodio che ha impedito al Milan di passare in vantaggio al 92' ha aperto la discussione sugli "errori tecnici": l'ex arbitro spiega tutto

Milan-Spezia, non ci sono gli estremi per rigiocarla: Luca Marelli spiega perché
Immagine: Canale YouTube Luca Marelli
newsby Francesco Lucivero18 Gennaio 2022


La partita fra Milan e Spezia, valevole per il 22° turno della Serie A di calcio, non potrà essere rigiocata, nonostante il grave errore arbitrale di Marco Serra, 39enne arbitro torinese incaricato della direzione della gara di San Siro. Non basteranno dunque le petizioni “social” lanciate dai tifosi, né la diffida concretamente presentata dal Codacons alla Figc per chiederne la ripetizione. Non ci sono gli estremi regolamentari, infatti, perché si rigiochi la partita per errore tecnico.

Per chiarire cosa sia effettivamente un errore tecnico e capire per quale motivo il 2-1 finale per i liguri non corre alcun rischio di “non omologazione” da parte del Giudice sportivo, abbiamo ascoltato direttamente Luca Marelli, ex arbitro di Serie A e attuale commentatore tecnico-abritrale per DAZN.

Luca Marelli, partiamo da quanto successo al 92′ di Milan-Spezia: perché il gol di Messias non è stato convalidato?

Semplicemente perché si è trattato di un errore di valutazione, più precisamente un errore di interpretazione della norma del vantaggio. Che, per sua natura, non è un obbligo ed è totalmente discrezionale. L’arbitro ha fischiato un fallo di Bastoni su Rebic, ritenendo che il Milan non avrebbe potuto trarre vantaggio dal prosieguo dell’azione. La scelta si è rivelata precipitosa, perché invece il Milan ha segnato poco dopo. Ma a quel punto l’azione era già ferma e la rete non poteva essere convalidata.

Perché, dunque, non si può parlare di errore tecnico?

Perché siamo di fronte a un errore di valutazione, non a qualcosa che si ponga oggettivamente in antitesi con il Regolamento. La prestazione dell’arbitro Serra in Milan-Spezia non è stata affatto positiva, ma tutte le sue decisioni, anche quelle sbagliate, rientrano nei limiti del Regolamento stesso. Gli arbitri sono esseri umani, come tali possono valutare in maniera errata una o più situazioni di gioco. Ma non si tratta di errori tecnici, che sono rari e accadono soprattutto nelle categorie minori. In Serie A non è mai stata rigiocata una partita a causa di un errore tecnico.

Qual è la casistica che, invece può portare a rigiocare una partita?

Esattamente quella che definisce gli errori tecnici. Ad esempio, se il gol di Messias fosse stato convalidato nonostante il fischio precedente, lo Spezia avrebbe potuto chiedere di rigiocare il match. L’errore è tecnico, poi, solo quando influisce direttamente sul risultato. Ad esempio, se la stessa squadra batte sia il calcio d’inizio del primo tempo sia quello del secondo la situazione è in antitesi con il Regolamento, e non dovrebbe verificarsi mai. Ma non influisce certo sull’andamento dell’incontro. Molto diverso, invece, se si lasciasse in campo un calciatore ammonito due volte, o si fischiasse la fine della partita prima del 90′.

Quindi anche la gara fra Tunisia e Mali di Coppa d’Africa di pochi giorni fa, interrotta con il triplice fischio per ben due volte senza apparente motivo prima del 90′, doveva essere rigiocata?

In termini di Regolamento sì. In questo caso la Confederazione africana ha preso una decisione diversa, non so perché abbia agito in questo modo. Fatto sta che il risultato (1-0 per il Mali, ndr) è stato omologato.

Tornando alla rete annullata al Milan, è possibile migliorare la norma del vantaggio, renderla maggiormente uniforme?

No, perché verrebbe meno il carattere di discrezionalità che la contraddistingue. La norma, che preciso ancora non è una regola, è la stessa da cinquant’anni: ogni arbitro interpreta a suo modo come utilizzarla. Poi ci sta, in caso di errore di valutazione, che si scusi con la squadra che suo malgrado ha penalizzato. Un caso simile a quello di Milan-Spezia, ad esempio, è accaduto in Napoli-Fiorentina di Coppa Italia ai danni dei viola (Ikoné della Fiorentina, lanciato a rete, fermato dall’arbitro Ayroldi nonostante la situazione di vantaggio dopo un fallo subìto da un suo compagno, ndr). La stessa Fiorentina, però, ha poi passato il turno: per questo non si è più parlato dell’episodio.

La Gazzetta dello Sport ha riferito di presunte scuse presentate dall’Aia al Milan. Lo ritiene possibile?

Se fosse vero sarebbe grave. Se un arbitro si scusa con i calciatori ci sta assolutamente, se lo fa l’associazione che rappresenta la categoria nei confronti di una società si può creare un pericoloso precedente. Tutti gli altri club potrebbero sentirsi tenuti a chiedere scuse, anche ufficiali, per ogni singolo errore di valutazione arbitrale. Io credo che, più che scuse dell’Aia, ci siano state semplicemente le scuse dell’arbitro o di un delegato negli spogliatoi nei confronti dei giocatori o dello staff tecnico del Milan.


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