Lewis Hamilton nel club esclusivo dei Sir: gli altri cavalieri dello sport

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Lewis Hamilton (Wikimedia Commons)
newsby Francesco Lucivero15 Dicembre 2021


Molto più di un premio di “consolazione” per Lewis Hamilton. Il sette volte campione del mondo di Formula 1, che ha visto l’ottavo titolo sfuggirgli di mano, a vantaggio di Max Verstappen, all’ultimo giro dell’ultima gara della stagione 2021, è entrato infatti nell’esclusivo elenco dei cavalieri britannici per meriti sportivi. E potrà dunque fregiarsi del titolo di Sir.

Ma quali sono gli altri personaggi capaci di ottenere lo stesso riconoscimento dalla Corona Britannica per i loro successi nello sport? In questo articolo vedremo una selezione dei premiati con il titolo di Knight (Cavaliere) o Dame (Dama). Facendo però subito un’importante precisazione: altri titoli onorifici del Regno Unito non consentono a chi li riceve di utilizzare il titolo di Sir o Dame.

Non tutti i riconoscimenti della Corona danno accesso al titolo di Sir (o Dame)

Facendo un esempio, non può fregiarsi del titolo l’ex calciatore David Beckham (nominato ‘Officer of British Empire’ o OBE), né il protagonista assoluto della vittoria ai Mondiali di rugby 2003 Jonny Wilkinson (‘Member of British Empire’ o MBE). Allo stesso modo, solo gli abitanti dei Paesi del Commonwealth possono essere nominati cavalieri. Ragion per cui nessun italiano o italiana potrà mai ambire al titolo di Sir o Dame (ma può ricevere onorificenze onorarie come accaduto all’ex calciatore del Chelsea Gianfranco Zola, honorary OBE nel 2004).

A ottenere il riconoscimento di Sir, dal lontano 1926 (con la nomina di Francis Eden Lacey, giocatore e dirigente di cricket) sono quindi pochissime personalità sportive britanniche o dei Paesi che, una volta, facevano parte dell’Impero di Sua Maestà. Il che dà una dimensione ancora più impressionante del riconoscimento assegnato a Lewis Hamilton.

Oltre a Hamilton, solo altri 7 Sir nel mondo dei motori

Nel mondo dei motori, ad esempio, c’erano solo altri sette Sir prima del campione della Mercedes. Fatta eccezione per i primi due, Henry Segrave e Malcolm Campbell, pionieri delle corse fra mezzi motorizzati, gli altri nomi sono importantissimi nella storia della Formula 1.

Nell’elenco dei Sir appaiono infatti Jack Brabham, il recentemente scomparso Frank Williams e il socio Patrick Head (entrambi fondatori della scuderia Williams, ancora attiva in F1) e Stirling Moss. Oltre al tre volte campione del mondo Jackie Stewart.

Quindici i cavalieri nel mondo del calcio

Innumerevoli sono le onorificenze assegnate dalla Corona Britannica a personaggi del mondo del calcio. Ma solo 15 sono i Sir. Il primo di essi, Charles Clegg, ricevette però il titolo nel 1927 senza che nella motivazione apparisse la parola “football”. Per questo motivo si tende a definire, come primo vero Sir del mondo del calcio, Stanley Rous, che ricevette il titolo nel 1949 e, fra gli anni ’60 e ’70, fu presidente della FIFA.

Il primo e unico calciatore che diventò Sir durante la sua carriera fu Stanley Matthews, vincitore della prima edizione del Pallone d’Oro (1956) e cavaliere dal 1965. Alf Ramsey, commissario tecnico della nazionale inglese che vinse in casa i Mondiali di calcio del 1966, divenne Sir l’anno successivo; un altro allenatore, Matt Busby, ottenne l’onorificenza nel 1968, dopo aver guidato, nello stesso anno, il Manchester United alla vittoria nella Coppa dei Campioni.

Pelé cavaliere onorario, ma nessun appellativo. E poi c’è Sir Alex…

Bisogna poi saltare dieci anni perché la Regina Elisabetta II nomini un altro Sir nel mondo del calcio: si tratta di Walter Winterbottom, primo c.t. della nazionale inglese, premiato sedici anni dopo la chiusura della sua carriera da tecnico. Nel 1990 e nel 1991 due dirigenti poterono poi fregiarsi del titolo: John Smith, allora presidente del Liverpool, e Bert Millichip, che all’epoca guidava la Football Association, la federcalcio inglese.

Per meriti calcistici, nonostante fossero passati quesi tre decenni dal punto più alto della sua carriera, fu nominato Sir nel 1994 uno dei miti del pallone, Bobby Charlton (già OBE nel 1969 e CBE nel 1974). Uno straniero, Pelé, divenne cavaliere onorario nel 1997, ma per le regole della Corona non può fregiarsi del titolo di Sir. Poté farlo invece un campionissimo inglese, Tom Finney, cui la Regina concesse il titolo di Sir nel 1998 per meriti legati alla sua straordinaria carriera da calciatore fra gli anni ’40 e ’60 del Novecento.

Sempre nel 1998 Geoff Hurst, protagonista del successo inglese ai Mondiali del ’66, fu nominato cavaliere, mentre l’anno successivo l’appellativo di Sir calzò a pennello per Alex Ferguson, leggendario tecnico del Manchester United che proprio quell’anno strappò la Champions League al Bayern Monaco con un’incredibile rimonta nei minuti di recupero. Tanto che molto spesso, ancora oggi, i media si riferiscono al tecnico scozzese chiamandolo semplicemente Sir Alex. Da pronunciare rigorosamente tutto d’un fiato.

Nel nuovo millennio, sono diventati Sir Bobby Robson nel 2002 (pochi anni prima della scomparsa del tecnico, avvenuta nel 2009), Trevor Brooking (calciatore, allenatore e commentatore tv) nel 2004 e Dave Richards (all’epoca presidente della FA) nel 2006. Nel 2018 l’ultima personalità del pallone a diventare Sir: si tratta di Kenny Dalglish, ex calciatore e allenatore scozzese, leggenda di Celtic e Liverpool.

Dall’atletica al tennis, altri cavalieri con lo stesso titolo onorifico di Hamilton

Tra i cavalieri per meriti sportivi di altre discipline, in una classe da oggi frequentata anche da Lewis Hamilton, non si possono infine non citare Sebastian Coe, ex podista e attuale presidente della federazione mondiale di atletica leggera (World Athletics) e Mo Farah, medaglia d’oro nei 5.000 e nei 10.000 metri a Londra 2012 e Rio 2016. Ma anche Henry Cooper, famoso per aver tenuto testa sul ring a una leggenda del pugilato come Mohammed Ali, e Bradley Wiggins, vincitore del Tour de France 2012.

Vanno poi ricordati Laura Davies, campionessa del golf capace di primeggiare per tre decenni; Clive Woodward, c.t. dell’unica nazionale di rugby europea, l’Inghilterra, a vincere i Mondiali; John Kirwan, altra personalità della palla ovale, che giocò in Italia e allenò anche gli Azzurri nei primi anni del Sei Nazioni. E infine, o come direbbero oltremanica the last but not the least, il tennista Andy Murray. Lo scozzese è Sir dal 2017 per i successi che lo portarono al numero 1 del ranking ATP.


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