Juventus, i motivi della penalizzazione e il perché gli altri 8 club sono stati assolti

Le motivazioni della sentenza chiariranno tutti i dubbi. Intanto, i bianconeri scivolano dal terzo al 10° posto, da 37 a 22 punti

Juventus
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newsby Redazione22 Gennaio 2023


C’è tantissima rabbia tra i tifosi della Juventus per la penalizzazione di 15 punti inflitta alla società dalla Corte Federale d’Appello sul caso plusvalenze. Chi parla di “caso politico”, chi di “ingiustizia”. Tutti sono concordi anche su un altro fatto: “perché se le plusvalenze si fanno in due è stata punita soltanto la Juventus e le altre otto società coinvolte sono state assolte?”. Le motivazioni della sentenza chiariranno tutti i dubbi. E una volta apprese, il club bianconero avrà un mese di tempo per presentare ricorso al Collegio di Garanzia del Coni. Che, però, non può modificare la sentenza della Corte d’Appello. Quindi, non può eliminare o ridurre i 15 punti di penalizzazione inflitti alla Juventus, la può soltanto rimandare indietro per una nuova discussione in caso di vizi di forma e/o violazioni di diritto della difesa.

Andrea Agnelli
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Le contestazioni

Stando alla sentenza di venerdì 20 gennaio, il procuratore Federale, Giuseppe Chiné, è andato oltre al caso plusvalenze. Sostiene la mancata lealtà della Juventus e dei dirigenti bianconeri coinvolti. In quanto le plusvalenze venivano decise a tavolino. Non si discuteva di doti in campo, ma di numeri da mettere a bilancio: ci sono delle x al posto dei nomi dei calciatori perché non contavano doti tecniche o prestazioni contava solo ripianare la perdita. In sostanza, si è andati oltre la violazione della plusvalenza fittizia. Tutto questo è provato dalla presenza negli atti dell’inchiesta Prisma di “confessioni”. Ci sono le intercettazioni (non solo di Andrea Agnelli, ormai ex presidente della Juventus, sostituito da Gianluca Ferrero): sono prove che esistono solo per la squadra allenata da Massimiliano Allegri e non per gli altri otto club coinvolti in questo nuovo processo. C’è chi ha tirato in ballo il Napoli. Il club di Aurelio De Laurentiis era sì presente nel primo, ma successivamente non è stato indagato una seconda volta perché non ha svolto operazioni ritenute ambigue con i bianconeri.

Bandiera della Juventus
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Le accuse

Inoltre, il procuratore Federale, Giuseppe Chiné, ha voluto distinguere la posizione della Juventus con gli altri club. Questo per il nuovo materiale probatorio acquisito dalla Procura di Torino, che “evidenzia la particolare gravità dal punto di vista sportivo delle condotte tenute che hanno impattato su più campionati professionistici di serie A falsificandoli”. Tutto questo perché la Juventus avrebbe avuto vantaggi economici importanti. Perché nelle stagioni con perdite significative, invece di ripianare tutto ha creato plusvalenze fittizie che le hanno permesso di mettere soldi veri sul mercato e acquistare giocatori che ha poi schierato. Mentre le altre società per ripianare le perdite hanno dovuto vendere giocatori importanti, di primo piano nelle rispettive rose, per poi pagare dazio nei campionati successivi. Ecco perché alla Juventus sono stati inflitti 15 punti di penalizzazione, scivolando dal terzo al 10° posto (da 37 a 22 punti), mentre le altre non hanno avuto la stessa pena dalla giustizia sportiva. E l’Uefa monitora: è pronta a squalificare dalle competizioni europee i bianconeri. Ma questa è un’altra storia.


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