Juventus-Fiorentina, la rivalità tra tifosi e gli affari delle società

In origine fu lo scudetto del 1982 ad animare lo scontro fra le curve di Juventus e Fiorentina. Da allora molti i grandi campioni sono passati da Firenze a Torino: da Baggio a Bernardeschi, passando per Felipe Melo, Chiellini, Chiesa e (forse) Vlahovic

Juventus-Fiorentina, la rivalità tra tifosi e gli affari delle società
newsby Alessandro Boldrini24 Gennaio 2022


Per capire l’acerrima rivalità fra le tifoserie di Juventus e Fiorentina occorre fare un passo indietro. Di ben quarant’anni. Tutto ha inizio il 16 maggio 1982. I bianconeri sono impegnati al Comunale di Catanzaro; mentre i viola al Sant’Elia di Cagliari. Le due squadre arrivano alla trentesima di campionato appaiate in testa alla classifica e lo scudetto si decide all’ultima giornata.

Rivalità Juventus-Fiorentina e lo scudetto ’82

La Juve vince 1-0 con un rigore di Liam Brady, ma le polemiche agitano il post-partita per via di un rigore non dato ai calabresi. Anche la Fiorentina, in Sardegna, però protesta per un gol annullato nel pareggio a reti bianche contro i sardi. La contemporanea vittoria della Vecchia Signora sposta così la matematica calcistica a favore dei torinesi, che vincono il loro ventesimo scudetto, quello della seconda stella.

Tifosi divisi, ma quanti affari fra i due club

Da quel giorno fra i tifosi di Juventus e Fiorentina è nata una diatriba sportiva destinata a durare ancora oggi. Non è raro, infatti, udire le curve del Franchi o dello Stadium intonare cori di scherno (e non solo) nei confronti degli acerrimi rivali, perfino quando le due squadre non si incontrano. Al netto dei mantra calcistici e degli sfottò, la storica rivalità fra bianconeri e viola è destinata a spegnersi sugli spalti degli stadi.

Basti pensare ai buoni rapporti – forse non sempre a parole, ma sicuramente a livello di affari – che le due società hanno sempre intrattenuto nel corso degli anni. La riprova arriva da uno dei campi notoriamente più divisivi del panorama sportivo: il calciomercato. Negli ultimi tre decenni, infatti, sono molti i grandi campioni e simboli della Viola ad aver fatto le valigie con destinazione Torino.

Il peccato originale: Baggio in bianconero

Il primo, e più clamoroso, è sicuramente il passaggio in bianconero del ‘Divin codino’, Roberto Baggio. Nell’estate del 1990 la Juventus lo acquista per la cifra record di circa 25 miliardi di lire scatenando le ire dei tifosi fiorentini, oltre a qualche malumore fra quelli piemontesi: Baggio, infatti, in quei mesi turbolenti non nasconde la sua scarsa attrazione per la piazza di Torino.

Le proteste dei tifosi si rivolgono anche alla società e all’allora presidente Flavio Pontello. I disordini causano anche dei feriti e arrivano fino a Coverciano, sede del ritiro degli Azzurri in preparazione dei Mondiali di Italia ’90. E, ovviamente, allo stesso Baggio – all’epoca idolo dei supporter viola – bersaglio perfino degli sputi di alcuni esagitati.

Giorgio Chiellini e Felipe Melo

Facendo un salto avanti, nel 2004, tocca a un giovane difensore livornese destinato a diventare un pilastro della Juve e della Nazionale. Parliamo di Giorgio Chiellini, che nel giugno 2005 approda a Torino dopo una stagione in prestito proprio alla Fiorentina. Nonostante la giovane età, nella stagione 2004-2005, Chiellini si impone come titolare nel ruolo di terzino sinistro e contribuisce alla salvezza dei Viola con tre gol.

Nel 2009 tocca invece al centrocampista brasiliano Felipe Melo, che passa in bianconero per 25 milioni di euro dopo un solo anno in Toscana. In maglia viola il suo contributo è decisivo, portando la Fiorentina fino al quarto posto in campionato e ai preliminari di Champions. Nemmeno il tempo di ambientarsi che, nell’estate 2009, il brasiliano trasloca sotto la Mole, dove però vive fortune alterne.

Bernardeschi, Chiesa e (forse) Vlahovic

In tempi più recenti altri due trasferimenti sull’asse Firenze-Torino hanno scatenato le proteste dei tifosi della Viola, seppur non ai livelli di Baggio. Si tratta di Federico Bernardeschi e Federico Chiesa, entrambi passati alla Juventus per circa 40 milioni di euro più bonus rispettivamente nel 2017 e nel 2020. E ora un altro idolo del Franchi, il bomber serbo Dusan Vlahovic, sembra destinato a fare lo stesso passo. E la storia si ripete.


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