Djokovic agli Australian Open con l’esenzione no-vax: è polemica

Il n.1 al mondo parteciperà al torneo di tennis di Melbourne nonostante non abbia rivelato se si sia vaccinato contro il Covid. Intanto, il Paese oceanico tocca un nuovo picco dei contagi

Novak Djokovic
Novak Djokovic (Wikimedia Commons)
newsby Alessandro Boldrini4 Gennaio 2022


Ora è ufficiale: il n.1 al mondo di tennis, Novak Djokovic, parteciperà agli Australian Open. Ad annunciarlo, dopo settimane di incertezza, è stato l’atleta stesso tramite un post sul suo profilo Instagram. Djokovic ha fatto sapere di aver ottenuto una non meglio precisata “esenzione medica” che gli permette di partire per l’Australia, dove vige l’obbligo vaccinale per tutti i lavoratori provenienti dall’estero. E, dunque, anche per gli atleti professionisti. Finora, però, il tennista serbo non ha mai reso noto il suo status, chiarendo se sia vaccinato o meno contro il Covid-19, poiché la ritiene una questione di natura privata.

 

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Australian Open, polemiche per l’esenzione medica a Djokovic

La notizia ha subito scatenato una lunga serie di polemiche, anche al di là del mondo dello sport. Molti, infatti, hanno visto l’esenzione medica di Nole come un messaggio sbagliato e che contrasta con la campagna di comunicazione sull’importanza dei vaccini. Ma Djokovic com’è riuscito ad ottenerla? Il Ceo del torneo di Melbourne, Craig Tiley, aveva annunciato che le procedure di esenzione per gli atleti sarebbero state anonime. Esistono infatti due commissioni mediche con il preciso compito di valutare le domande esclusivamente sulla base dei certificati medici prodotti.

Come funzionano le procedure mediche per la valutazione dei casi

I casi specifici riguardano quattro tipologie di atleti: chi ha un pregresso di reazioni allergiche ad altri vaccini; chi ha avuto gravi effetti collaterali dopo la prima dose; chi soffre di una condizione medica acuta; chi, negli ultimi sei mesi, ha sofferto di una malattia cardiaca infiammatoria. Djokovic rientra in una di queste fattispecie? E, soprattutto, i medici che hanno valutato la sua domanda davvero non sapevano che si trattasse di quella del n.1 al mondo, che pubblicamente si è dichiarato scettico sul vaccino anti Covid? Non è dato sapere, infatti, quanti atleti siano nella sua stessa condizione.

Quanto pesa l’influenza della pubblicità sul torneo di Melbourne?

Tiley ha parlato genericamente di altri tennisti. Legittimo crederci; altrettanto legittimo non farlo. Molti, infatti, hanno criticato la scelta della federazione australiana perché ritengono che sia stata privilegiata la componente economica. Che appeal potrebbe mai avere un torneo del Grande Slam che deve fare a meno del giocatore più forte, peraltro attuale detentore del titolo? E di conseguenza anche del giocatore con maggior seguito pubblicitario e con maggior esposizione mediatica? Inoltre, oltre al messaggio a livello comunicativo, l’esenzione medica per Djokovic potrebbe creare un precedente per casi simili.

Djokovic, dal torneo (con focolaio) in piena pandemia al contagio

Nole Djokovic, come detto, ha sempre mantenuto il massimo riserbo sulla sua decisione di immunizzarsi o meno. Secondo la stampa serba, in realtà, il campione 34enne non si sarebbe mai vaccinato contro il virus. Certo è che il tennista non è nuovo a polemiche circa i suoi comportamenti durante l’emergenza pandemica. A giugno 2020 aveva fatto molto discutere l’organizzazione di un torneo, l’Adria Tour di Zara, che si era poi rivelato un piccolo focolaio. Lo stesso Djokovic e la moglie Jelena erano risultati positivi al tampone.

Australia, quasi 50mila nuovi contagi da Covid-19 in un giorno

Intanto, l’Australia oggi ha registrato un nuovo record di contagi da Covid-19. I casi riportati sono infatti 47.738, per la maggior parte legati alla variante Omicron ma non gravi. Il Paese, peraltro, è da poco uscito da un lungo periodo di forti restrizioni per arginare la variante Delta. L’obiettivo del governo di Canberra era quello di arrivare a quota zero contagi. La nuova mutazione del virus ha però imposto un cambio di programma, con una netta accelerazione della campagna vaccinale. In Australia, infatti, il 91,5% della popolazione ha già ricevuto due dosi di vaccino. Ecco perché l’esenzione per il Djoker fa tanto discutere.


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