Chapecoense, 5 anni dopo il disastro aereo: cosa fanno i sopravvissuti

Il 28 novembre 2016 la tragedia che sconvolse il mondo del calcio: nell’incidente morirono 71 persone, compresi molti giocatori della Chapecoense. Ecco cosa fanno oggi i (pochi) superstiti

Chapecoense, 5 anni dopo il disastro aereo: cosa fanno i sopravvissuti
(Wikimedia Commons)
newsby Alessandro Boldrini28 Novembre 2021


Esattamente cinque anni fa, il 28 novembre 2016, un tragico incidente sconvolse il mondo del calcio: il disastro aereo che coinvolse la squadra brasiliana della Chapecoense. Lo schianto avvenne nei pressi della città di Medellín, in Colombia, dove il team era diretto per disputare la prima finale della loro storia in Copa Sudamericana contro l’Atlético Nacional.

Chapecoense, 5 anni fa il disastro aereo che sconvolse il calcio

Il volo della LaMia Airlines 2933 si schiantò al suolo vicino all’aeroporto José Maria Córdova con a bordo 77 passeggeri. Di questi, 71 persero la vita; compresi 19 tesserati della Chapecoense. Solo sei riuscirono a sopravvivere, di cui tre giocatori. Dopo la tragedia l’ente di governo del calcio sudamericano, la Conmebol, decise, su proposta dell’Atlético Nacional, di assegnare la coppa ad honorem ai brasiliani.

La Chapeconense, l’anno successivo, ha quindi partecipato di diritto alla Coppa Libertadores (il trofeo continentale più importante del Sudamerica), alla Recopa Sudamericana e alla Coppa Suruga Bank. Il club fu di fatto “spazzato” via dal disastro aereo e dovette ripartire da zero. A cominciare dall’allenatore, Vágner Mancini, che prese le redini della squadra sostituendo Luis Carlos Saroli, morto nell’incidente.

Due mesi esatti dopo la tragedia, inoltre, i brasiliani affrontarono in amichevole i connazionali del Palmeiras. La partita finì 2-2 e fu interrotta al 71esimo minuto per commemorare le vittime. Prima del fischio d’inizio, invece, si tenne la consegna ufficiale della Copa Sudamericana 2016. Ma dove sono, oggi, i sopravvissuti di quel tragico 28 novembre di cinque anni fa?

I tre giocatori superstiti della tragedia: cosa fanno oggi?

Uno di loro è il difensore Alan Ruschel, che dopo l’incidente ha dovuto seguire una lunga fase di riabilitazione. Oggi gioca nel Cruzeiro ma, dal 2016 al 2019 e nella stagione 2020-2021, ha militato ancora nella Chapecoense, indossando anche la fascia da capitano vincendo tre volte il Campionato Catarinense e un Brasileirao Série B.

Gli altri due atleti sopravvissuti sono invece il portiere Jakson Follman e il difensore Hélio Hermito Zampier Neto, meglio noto come Neto. Il primo – nonostante la perdita di una gamba – è rinato come atleta paraolimpico di nuoto e ha intrapreso la carriera di cantante in Brasile.

Neto, invece, dopo il disastro ha riportato un trauma cranico e diverse fratture esposte. Dopo la riabilitazione ha continuano a giocare a calcio, appendendo gli scarpini al chiodo nel dicembre 2019. L’ex difensore della Chapecoense, al momento del ritiro, rilasciò una toccante intervista a Globo Esporte, raccontando che “il mio corpo non ce la fa più”.

Il tecnico di volo miracolato: sopravvissuto a un secondo incidente

Un altro dei superstiti è infine il tecnico di volo Erwin Tumiri, che lo scorso marzo è rimasto coinvolto in un altro incidente. Tumiri era infatti a bordo di un autobus che si è ribaltato provocando la morte di 21 passeggeri. Ma non lui, uscito ancora una volta miracolosamente illeso.


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