Juventus, scoppia il caos dopo la sentenza: “Il trattamento diverso è giusto”

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Allegri a -15. (LaPresse) Newsby.it
newsby Valerio Moggia21 Gennaio 2023


La Juventus è nei guai, dopo la pensante sentenza di ieri sera. Colpisce però la disparità di trattamento con gli altri club, invece assolti.

15 punti di penalizzazione: è questa la durissima sentenza che ha colpito la Juventus, condannata per una frode di bilancio. Si tratta del famoso caso delle plusvalenze fittizie, che in realtà è solo uno dei tanti processi a carico del club bianconero, ora in grosse difficoltà. Ma la decisione della Corte federale di ieri sera sta sollevando molte polemiche. Da un lato, perché la sentenza è più pesante rispetto alla richieste del procuratore Chiné; dall’altro, perché deile società coinvolte la Juventus è l’unica sanzionata.

Il processo sportivo sulle plusvalenze ha riguardato infatti anche Pro Vercelli, Genoa, Parma, Pisa, Empoli, Sampdoria, Novara e Pescara. Ma nessuna di queste società è stata condannata, mentre la Juventus sì. Marco Bellinazzo, ha evidenziato la stranezza della cosa, spiegando che “il dolo dovrebbe essere accertato in entrambi i club coinvolti negli affari”. Ovvero: se la Juventus scambiava giocatori in maniera illegittima con altri club, questi sono responsabili quanto lei.

Non la pensa così la Procura federale, come abbiamo visto. La decisione sta già facendo discutere, e molti si stanno domandando il perché di questa decisione insolita. La risposta a questo mistero, ovviamente, non è ancora disponibile a livello ufficiale. Bisognerà attendere, entro un massimo di 10 giorni, che la Procura depositi le motivazioni della sentenza, per sapere cosa l’ha spinta a deliberare così. Tuttavia stanno già fioccando le ipotesi.

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Paratici a colloquio con Andrea Agnelli. (LaPresse) Newsby.it

“Trattamento giusto” per la Juventus: scoppia la polemica

Tra le opinioni più discusse c’è quella del giornalista Tancredi Palmeri, che ha difeso la correttezza della sentenza, compresa la parte del trattamento diverso tra la Juventus e gli altri club. “Il processo stavolta è stato riaperto per un solo motivo e uno soltanto. – scrive Palmeri – La sopraggiunta evidenza delle intercettazioni, in cui dirigenti juventini esplicitamente ammettono di iscrivere a bilancio un valore non vero”.

Questo fattore ha portato alla riapertura del processo sportivo contro i bianconeri e alla loro condanna. E gli altri club? “Gli altri non sono condannati perché non sono intercettati” spiega ancora. Niente intercettazione, niente prova di reato, quindi niente condanna. Ci sarebbe dunque la “pistola fumante” nelle mani dei dirigenti juventini e solo di loro, continua Palmeri.

Ma anche il fatto che la Juventus più di ogni altra società ha usufruito del sistema delle plusvalenze. “Una struttura sistemica solo in seno alla Vecchia Signora, laddove per gli altri è un fatto episodico”. La mole degli affari illeciti condotti dal club bianconero metterebbe dunque in evidenza un sistema ampio per alterare i bilanci, cosa che negli altri club non è avvenuta. Ecco dunque la motivazione della disparità di trattamento, che per Palmeri è “giusta e conseguente”.