Calcio, Aic: “L’obbligo di quarantena resta un problema irrisolto”

Il vicepresidente dell'Aic, Umberto Calcagno afferma: "Spero che ci possano essere protocolli differenti sul calcio nelle prossime settimane"

newsby Andrea Corti29 Maggio 2020



Il vicepresidente dell’Aic (Associazione Italiana Calciatori), Umberto Calcagno, ha parlato a proposito dell’annuncio del ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, sulla ripartenza dei campionati di calcio il prossimo 20 giugno. “L’incontro è stato in linea con le nostre aspettative e con tutto il lavoro fatto nelle settimane precedenti all’interno della Federazione, con il ministro e con il Comitato tecnico scientifico”, ha detto Calcagno. “È un primo passo che ci fa ben sperare rispetto alla ripresa effettiva del campionato. Finalmente abbiamo le date e quindi, anche per chi psicologicamente si deve preparare ad affrontare un periodo che ha ovviamente delle eccezionalità negli allenamenti e in tante gare così ravvicinate, avere quantomeno un punto di riferimento preciso adesso è una cosa molto importante”.

“Nessuno può incidere sui contratti del calcio”, sostiene l’Aic

“Sugli orari delle partite di calcio noi stiamo contestando lo slot delle 16:30 o delle 17:00”, sostiene il vicepresidente dell’Aic. “Giocare a quell’ora tra un mese, con le temperature che ci saranno prevedibilmente nel nostro Paese danneggia la salute dei calciatori, ma anche tutto il sistema; perché se avremo tanti infortuni e l’intensità delle partite sarà molto basso, non ne gioverà nemmeno lo spettacolo. Dovrebbe essere una richiesta di sistema: capire che in questa fase così eccezionale bisognerà rinunciare a uno slot. Per i contratti in scadenza non si può incidere sul rapporto privatistico di lavoro né sulla durata: tutto deve essere rilasciato alla contrattazione, che potrà essere tra due soggetti, nel caso in cui ci sia un calciatore e una società, oppure potrebbe anche coinvolgere una terza società in caso di prestiti o nel caso di calciatori che, in scadenza, abbiano già firmato dei contratti preliminari”. Infine un giudizio sul protocollo del Cts con l’obbligo di quarantena: “Resta un problema irrisolto. Non si può immaginare che nell’arco di un mese e mezzo non ci sia nemmeno un positivo tra i calciatori o tra lo staff. Spero che ci saranno nelle prossime settimane protocolli differenti che consentano una ripresa serena della Serie A, B e C”.


Tag: AicCalcioUmberto Calcagno