Brasile, l’assurdo segreto dietro il colore della maglia: la vera storia

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Pelé in azione col Brasile negli anni Settanta. (LaPresse) Newsby.it
newsby Valerio Moggia2 Gennaio 2023


Il Brasile ha una maglia caratteristica, quella verdeoro resa celebre nel mondo da Pelé. Ma pochi sanno la vera storia dietro questi colori.

Oggi tutti conoscono il Brasile e la sua leggendaria maglia verdeoro, simbolo del calcio ormai da decenni. Grazie ovviamente al recentemente scomparso Pelé, che dal 1958 al 1970 portò tre volte la Seleçao a vincere il Mondiale, trofeo mai conquistato prima di allora. Quei colori sono ormai parte della cultura popolare di ogni tifoso del mondo, ma pochi sanno l’incredibile storia che ci sta dietro.

Innanzitutto, un dato veramente oscuro ai più: in origine, il Brasile giocava in maglia bianca. A partire dal suo esordio come nazionale, nel 1914, fino agli anni Cinquanta, la Seleçao scendeva in campo con un kit assolutamente irriconoscibile rispetto a oggi. Poi arrivò il Maracanazo. Nell’ultima decisiva gara dei Mondiali casalinghi del 1950, che il Brasile era convinto di vincere, ci fu la clamorosa sconfitta con l’Uruguay. Da quel momento in avanti, la maglia bianca cadde in disagrazia.

Per dimenticare la sconfitta del 1950, la Federcalcio decise di cambiare maglia, aprendo un concorso tra i tifosi. Vinse la proposta di un ragazzo di 19 anni, Aldyr Schlee, che suggerì i colori che tutti noi oggi conosciamo come “verdeoro”. L’idea era ovviamente quella, molto patriottica, di riprendere i colori stessi della bandiera del Brasile. La storia, a questo punto, potrebbe anche concludersi qui, e non sarebbe certo così incredibile come promesso. Ma ovviamente c’è dell’altro.

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Richarlison col Brasile ai Mondiali del 2022. (LaPresse) Newsby.it

L’incredibile storia dei colori verdeoro della maglia del Brasile

La bandiera del Brasile negli anni Cinquanta era diversa rispetto a quella nata all’indipendenza del paese dal Portogallo, conquistata nel 1822, ma il giallo e il verde erano già presenti. All’epoca il Brasile non era ancora una repubblica, ma una monarchia (anzi, si autodefiniva Impero), e i colori erano quelli della casa regnante.

Il verde veniva da Pedro I, della Casa di Braganza, il cui simbolo era appunto un drago verde; il giallo dalla Casa d’Asburgo, da cui proveniva sua moglie, Maria Leopoldina d’Austria. Quest’ultima aveva un pedigree piuttosto prestigioso: discendeva dalla storica casa regnante del Sacro Romano Impero, e sua sorella maggiore Maria Luisa era stata moglie di Napoleone. Pertanto, il giallo del Brasile discende in realtà dal giallo degli stemmi del Sacro Romano Impero.

Il blu che vediamo adesso nella bandiera è stato scelto, come spiega bene un thread del profilo Twitter The Cultural Tutor, con il passaggio alla repubblica nel 1899. Il colore rappresenta il cielo sopra Rio de Janeiro, e sono presenti anche delle stelle, che simboleggiano i vari stati federali del Brasile. La maglia della nazionale di calcio è verdeoro, ma il blu non manca: lo ritroviamo infatti sui pantaloncini. Dalla prima adozione nel 1954, la maglia verdeoro è divenuta un simbolo nazionale che rappresenta tutto il Brasile, e tutt’oggi è la prima divisa della Selecao.