Steve Bronski, che cosa ha significato il brano ‘Smalltown Boy’

Il tastierista dei Bronski Beat si è spento a 61 anni: il loro singolo di esordio fu un successo mondiale

Steve Bronski, che cosa ha significato il brano ‘Smalltown Boy’
Steve Bronski in un frame del videoclip del brano ‘Smalltown Boy’
newsby Lorenzo Grossi10 Dicembre 2021


Il mondo della musica piange Steve Bronski, cofondatore dei Bronski Beat, morto all’età di 61 anni. Il gruppo pop britannico fu molto celebre negli anni ’80. Il tastierista formò nel 1983 la band con il cantante Jimmy Somerville e Larry Steinbachek, con i quali incisero diversi successi musicali.

Somerville ha condiviso un tributo su Twitter. “È triste sapere che Steve Bronski è morto. Era un uomo di talento e con grande senso melodico. Lavorare con lui sulle canzoni e sull’unica canzone che ha cambiato le nostre vite e ha toccato tante altre vite, è stato un momento divertente ed emozionante”.

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Il loro debutto discografico avvenne nel 1984 con il singolo ‘Smalltown Boy’. Grazie al sound accattivante e alla voce in falsetto di Jimmi Somerville, il brano raggiunse il terzo posto nelle classifiche di vendita del Regno Unito e regalò alla band immediata popolarità anche internazionale.

Il testo parla di un ragazzo che abbandona la propria famiglia e la propria cittadina di provincia a causa della sua omosessualità e racconta la necessità per gli uomini gay di fuggire dall’intolleranza delle piccole città e di perseguire la reinvenzione nella grande città. Nonostante il testo sia incentrato principalmente su temi riguardanti l’orientamento sessuale e l’identità di genere, ‘Smalltown Boy’ è diventata più generalmente la canzone per eccellenza di chi, sentendosi diverso, è comunque intrappolato in una vita ai margini per incapacità di esprimere la propria natura.

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Il video che lo accompagnava vedeva nel ruolo del protagonista lo stesso Jimmy Somerville che, nelle sequenze girate, lasciava in treno il villaggio, e nel viaggio ripercorreva la motivazione del gesto: l’aggressione da parte di un gruppo di ragazzi omofobi, la riconsegna da parte della polizia alla propria famiglia in un contesto in cui, anziché la parte della vittima, ricopriva quella del colpevole.

La canzone venne inclusa nell’album di esordio, ‘The Age of Consent’. Del resto ‘L’età del consenso’, nella Gran Bretagna dell’epoca, era più elevata per i rapporti omosessuali di quanto non fosse per quelli eterosessuali. “All’epoca eravamo solo tre ragazzi gay che avevano fondato una band, non ci sentivamo parte di nessun movimento particolare, aveva detto Steve Bronski al Guardian nel 2018. “Naturalmente, molti anni dopo sarebbe emerso che c’erano più artisti gay di quanto il pubblico fosse portato a credere.


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