Squid Game: tutti i giochi della serie tv Netflix del momento

Dal gioco del calamaro al tiro alla fune, fino al classico "Un, due, tre, stella!", tutti i giochi visti nei nove episodi della serie

Squid Game
Foto Unsplash by Vadim Bogulov
newsby Redazione15 Ottobre 2021


Squid Game, in poco meno di un mese dalla data d’uscita, è diventata la serie tv più vista su Netflix di tutti i tempi, con 111 milioni di spettatori. A tenere incollati allo schermo gli utenti non è solo la storia, scritta e diretta da Hwang Dong-hyuk, ma anche i giochi a cui i protagonisti si devono sottoporre per vincere il monteprimi finale da 45,6 miliardi di won.

Diversi giochi della serie, come spiegato a Wired da Liom Yong-su, presidente del Yeongi Folk Museum, istituzione dedicata a preservare le reliquie della regione e i giochi tradizionali coreani, non appartengono alla tradizione coreana, ma sono residui del colonialismo giapponese.

Il primo gioco, che vediamo a metà del primo episodio di Squid Game, è il Ddakji. Questo è un gioco tradizionale sudcoreano con delle tessere di carta piegate ed è simile al Pogs, popolare gioco americano negli anni ’90. Il Ddakji è un’ottima attività per i bambini, perché li aiuta ad imparare le tecniche degli origami e lavorare sulla motricità.

Questo gioco, come visto in Squid Game, ha regole piuttosto semplici. Infatti, si dovrà scegliere un giocatore che lancerà il Ddakji sulla seconda tessera di carta, posizionata su un qualsiasi ripiano, e farla capovolgere per vincere. A vincere sarà il giocatore che, alla fine del gioco, sarà in possesso di più Ddakji.

Squid Game e la versione coreana di “Un, due, tre, stella!”

Il primo vero gioco a cui tutti i protagonisti della serie sono sottoposti viene chiamato “Mugunghwa Kochi Pieotseumnida“. Netflix ha tradotto il titolo del gioco con “Red Light, Green Light“, l’equivalente italiano di “Un, due, tre, stella!“. Infatti, i 456 giocatori di Squid Game sono disposti su una linea e devono riuscire ad avanzare, senza farsi uccidere (nel caso della serie) da un’inquietante bambina gigante con occhi sensibili al movimento. L’obiettivo, come detto, è quello di avanzare senza essere “presi”, muovendosi quando il giocatore dice “Un, due, tre, stella!”, per poi fermarsi quando smette di parlare. Pena, nella vita reale, è l’eliminazione dal gioco.

Nel terzo episodio di Squid Game i protagonisti vengono portati in un parco giochi gigante, dove si trovano a dover scegliere tra quattro forme diverse: triangolo, cerchio, stella e ombrello. Questo gioco è chiamato Ppopgi e nella serie ad ogni concorrente viene fornita una scatola con dentro un biscotto rotondo, fatto di zucchero e bicarbonato, con la forma scelta.

L’obiettivo di Ppopgi è quello di riuscire ad estrarre la forma scelta, senza romperla. Nella tradizione coreana i bambini sono soliti acquistare i dolcetti dai venditori fuori dalle scuole o nei parchi. Inoltre, a differenza di quanto vediamo in Squid Game, usare qualsiasi oggetto è considerato barare. Infatti, i bambini non estraggono la forma con degli strumenti sottili, ma mangiando il biscotto che si trova intorno alla figura.

Dal tiro alla fune all’ultimo, spietato, gioco della serie originale Netflix

Nel corso della quarta puntata di Squid Game i concorrenti rimasti si sfidano in un gioco a cui tutti avranno preso parte almeno una volta nella vita: il tiro alla fune. Nell’episodio le squadre sono composte da 10 persone che si affrontano, tirando la fune, per evitare di cadere dalla piattaforma e morire, dopo un volo di diversi metri.

Il tradizionale tiro alla fune coreano, chiamato Juldarigi, è una delle quattro varianti del gioco elencato nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.

Un altro famosissimo gioco che vediamo all’interno di Squid Game sono le biglie. In questo caso vediamo i diversi concorrenti rimasti formare delle coppie e prendere un sacchetto contenente dieci biglie. L’obiettivo per i partecipanti al gioco è quello di rubare tutte le biglie del partner in 30 minuti.

Non esiste un unico modo di giocare a biglie, come vediamo nella serie Netflix, ma l’Enciclopedia della cultura popolare coreana suggerisce che il modo più diffuso di giocare sia il guseulchigi, ovvero colpire le biglie per riuscire a rubarle all’avversario, e si può giocare anche in più di due persone.

L’ultimo duello: “Squid Game”, o “Gioco del calamaro”

Dopo una serie di giochi estenuanti, i concorrenti rimasti devono affrontare il “ponte di vetro“. Questo è l’unico a non essere un tipico gioco per bambini. Infine, la prova finale consiste nel gioco che da il nome alla serie, “Squid Game” o “Gioco del calamaro“.

Il gioco appare due volte all’interno della serie. All’inizio, in un flashback dove vediamo alcuni bambini prendere parte all’attività, e appunto nell’episodio che chiude la prima stagione, con lo scontro finale tra Gi-hun e Sang-woo.

In ogni Regione il gioco viene chiamato in modo diverso ed esistono diverse varianti delle regole. I giocatori dello Squid Game si devono disporre in attacco e in difesa. Per sceglierlo, viene lanciata una moneta. Chi vince può così decidere se attaccare o difendere. Per vincere gli attaccanti dovranno riuscire ad entrare nel disegno del calamaro, correndo oltre la difesa e battendo la testa del calamaro con i piedi. Per contrastarli, i difensori dovranno spingere gli attaccanti fuori dal disegno. Inoltre gli attaccanti, essendo in vantaggio, dovranno inizialmente saltare su un piede solo fino al punto chiamato “ispettore segreto“.


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