Sono Lillo, Camilla Filippi in esclusiva: “Io a Lol? Niente è impossibile, ma…”

Camilla Filippi primo piano
Camilla Filippi, Sono Lillo (Newsby.it)
newsby Matteo Fantozzi24 Gennaio 2023


Sono Lillo ha raggiunto un successo straordinario, nel cast oltre a Lillo e Pietro Sermonti c’è anche una grande attrice come Camilla Filippi che interpreta Claudia la sorella della moglie del protagonista.

Abbiamo avuto la grandissima opportunità di intervistare la splendida attrice bresciana che ha risposto a varie curiosità sulla serie tv Prime oltre che sulla sua carriera e il suo futuro.

Camilla Filippi primo piano
Camilla Filippi, Sono Lillo (Newsby.it)

Ciao Camilla, come è iniziato questo 2023?
“È iniziato bene visto che è arrivata una cagnolina nuova e il 5 gennaio è uscito Sono Lillo. Direi bene lavorativamente parlando e negli affetti”.

Sono Lillo, tu hai la parte della sorella della moglie di Lillo. Che esperienza è stata? 
“È stata un’esperienza molto piacevole e divertente e poi c’era un cast stellare, era una commedia ed è stato bello perché di solito ho dei ruoli drammatici. Il mio personaggio, Claudia, mi piace molto perché sono una salutista e una sportiva come lei. Però sono anche molto democratica. Non mangio carne, ma ai miei figli la cucino. Le mie scelte sono mie e non voglio imporle. Mi divertiva fare un personaggio intransigente con ideali buoni ma messi in campo in maniera sbagliata”.

Sono Lillo arriva attraverso la viralità di un programma televisivo. Mi riferisco a Lol, cosa pensi?
“Penso sia giusto soprattutto quando viene fatta una scelta come in Sono Lillo. Lillo in Lol afferma il suo personaggio di Posaman e fa una serie nella quale va in crisi con questo. Non è una serie fatta di sketch di Posaman, ma c’è una storia, ci sono vari livelli di lettura, profondità. È una serie vera in cui viene usato intelligentemente il personaggio e il comico. Questo trovo che sia una scelta intelligente, giusta e moderna. Sarebbe stato, a mio gusto personale, meno interessante, vedere una serie in cui c’era solo Posaman che proponeva delle gag”.

Siamo in una fase “post reality show”, il format ha stancato ma la voglia è sapere gli affari degli altri passando dal Grande Fratello al Grande Fratello Vip. Anche nelle serie tv si entra nella vita dei personaggio come Sono Lillo anche Vita di Carlo di Carlo Verdone. Perché c’è questo interesse?
“Non so dirtelo. Carlo Verdone e Lillo sono, in modi diversi, due icone quindi non sono solo grandi attori. Quando sconfini nell’icona forse è normale avere un certo interesse come si può avere interesse per certi sportivi”.

Ti fanno fare sempre ruolo drammatici, Lol lo faresti?
(Ride ndr). “Sarei eliminata dopo due secondi, non sarei in grado. A Lol entrano comici che fanno anche gli attori e penso sia una cosa diversa. Io sono un’attrice che ha bisogno di un copione per fare la commedia. Magari due cose riuscirei a farle anche io, ma lascio, per ora, spazio a chi ha delle skill migliori delle mie. Fare la commedia? Ho una leggerezza nella vita e nell’affrontarla che mi fa stare a mio agio al suo interno. In Tutto può succedere c’erano parti di commedia dove mi sono sentita serena e mi sono divertita”.

Mi apri una porta per una domanda, impossibile una quarta stagione di Tutto può succedere?
“Niente è definitivo nella vita, ma la vedo improbabile per dinamiche che vanno oltre la nostra volontà. Forse è bene così, le cose belle devono finire finché sono belle. Continuare rischiando di tradire quello che è stato il cuore della serie, andare avanti porta delle difficoltà narrative e di scrittura. Forse è meglio aver smesso nel periodo più alto”.

Anche con Boris è successa la stessa cosa…
“Però sono serviti dieci anni… Ci vediamo tra un po’, magari a fare un TPS 4”.

Mi ha colpito particolarmente “La Stanza”, me lo racconti? 
“A proposito di commedie dicevi? (ride ndr) L’abbiamo fatto in diciassette giorni. Ci avevano appena liberati dal primo lockdown e non era una situazione tranquillissima. È un film che ho amato molto così come il personaggio, è stato complesso e psicologicamente tostissimo. Ho avuto due attori accanto e la casa, dove il film si svolge totalmente senza avere un respiro esterno. L’ho amato anche perché è un film molto psicologico e introspettivo, che lascia molto allo sguardo del pubblico nell’interpretazione. C’era Guido Caprino, Edoardo Pesce ed ero diretto da Stefano Lodovichi che è mio marito nella vita. Amo lavorare con persone che conosco, sono a mio agio. Anche in Sono Lillo ho fatto una scena sola in cui ho rincontrato Pietro Sermonti, il fatto che siamo comunque una famiglia, c’è dell’affetto, semplifica ogni dinamica nel lavorare. C’è chi dice che è peggio, secondo me no. Io sto bene all’interno della mia famiglia. Per me è bello lavorare con mio marito e con persone che conosco. Ne La Stanza c’era Daniela Tartara ai capelli, Daria al trucco che sono persone che conosco, di cui mi fido. Quando c’è un gruppo solido secondo me è un valore aggiunto”.

2022, che film ti hanno colpito?
“Te ne dico uno e lo rivedrei tutti i giorni, per il film di Steven Spielberg sono impazzita. Sono i film che piacciono a me perché è una storia che può essere universale, parla di famiglia, di sogni, di come affrontare i propri lutti, facendo però spettacolo perché comunque ha unito tutto quanto. L’ho amato, c’è dolore, leggerezza e bellezza. È un po’ una versione, senza parte onirica, del film di Sorrentino dell’anno scorso. È bello e strano vedere come grandi registi arrivati a una certa età sentano la necessità di raccontare la loro parte intima. Trovo che dia un senso all’arte in generale”.

A cosa stai lavorando ora?
“Il 14 febbraio uscirà, all’interno di una serie di documentari per Sky Arte, Io e Lei questo lavoro che ho fatto su Giulietta Masina. Forse è una delle cose che mi è piaciuta fare di più nella mia carriera. Nel 2021 la Masina viveva il suo centenario e non è stata celebrata come avrebbe dovuto essere, perché era la moglie di Federico Fellini. Forse è stata sottovalutata. Penso che dopo quello che ho visto, studiato e sentito che la domanda da porsi è non tanto cosa sarebbe stata senza Fellini, ma il contrario. Ha avuto un ruolo fondamentale nella sua carriera. Poi dal 21 febbraio fino al 26 sarò inscena al teatro OFF/OFF di Roma con uno spettacolo che si chiama “Non esistono piccole donne” è un monologo per regia di Susy Laude faccio sei personaggi che hanno cambiato la storia della donna volontariamente o involontariamente, in qualche modo si lega alla Masina questo. Poi uscirà Christian 2. Poi ho finito di girare un documentario in coregia con Andrea Bacci su un’associazione che supporto da anni che si occupa di ospitare bambini che hanno patologie. Racconta in maniera umana quella che si chiama l’emergenza che c’è, la migrazione sanitaria. Sempre con Andrea stiamo scrivendo un documentario sull’autismo, partendo da Leone figlio di Vanessa Bozzacchi un bambino nello spettro autistico non verbale. Ci piaceva raccontare una forma di autismo che spesso non viene raccontata”.

Un ricordo su Gina Lollobrigida…
“È difficile dire qualcosa. È stata una grande icona, una grande donna, una grande attrice molto libera, senza paura. Penso che se guardo alla sua vita ha avuto una bella carriera, sembra una bella vita, ha avuto la possibilità di vivere tanto quindi credo che sia la chiusura di un cerchio anche se è sempre una perdita”.