Sammy Basso, il giovane affetto da progeria: la sua storia

Sammy Basso è comparso spesso in numerose trasmissioni Tv per parlare della sua malattia che lo ha “intrappolato” in un corpo da anziano

Sammy Basso
newsby Ilaria Macchi11 Maggio 2022


La storia di Sammy Basso rappresenta un esempio per tutti di come sia importante non mollare nonostante le difficoltà che la vita possa portarci a dover affrontare. Il giovane è affetto sin dalla nascita da progeria, una malattia che lo ha “intrappolato” in un corpo da anziano, ma non si è mai arreso e ha sempre mostrato un coraggio da vendere. Anzi, grazie agli studi che sta portando avanti, vuole diventare ricercatore e aiutare quindi le persone che sono affette da una malattia come la sua e non solo.

E’ stato lui stesso nel 2005 a fondare l’Associazione Italiana Progeria Sammy Basso, di cui è lui stesso presidente. Grazie a questa iniziativa il ragazzo vuole fare in modo che tutti conoscano meglio la sua malattia e aiutare le famiglie, ma anche raccogliere fondi per poter trovare una cura.

Sammy Basso: chi è il giovane affetto da progeria

Sammy Basso è nato il 1° dicembre 1995 a Schio, in provincia di Vicenza e ha fatto conoscere la sua storia tramite numerose apparizioni in Tv. I primi sintomi sono comparsi già dopo pochi mesi di vita, anche se non è stato semplice per i medici arrivare a una diagnosi certa. Questa è arrivata quando lui aveva poco più di due anni: i medici del Dipartimento di Pediatria dell’Azienda Ospedaliera di Padova hanno consigliato ai genitori di sottoporlo a una consulenza genetica, che si è rivelata decisiva.

Sammy Basso Tv
Foto | Rai

Il ragazzo è comparso spesso in molte trasmissioni Tv (tra i personaggi che lo supportano costantemente c’è il conduttore di “Quarto Grado” Gianluigi Nuzzi) proprio per far conoscere la sua malattia, ancora poco conosciuta. La sua patologia è una delle più rare: secondo gli ultimi riscontri, sembra che ne soffrano solo 100 persone in tutto il mondo. Gli Stati Uniti sono uno dei Paesi più avanti nella ricerca: non a caso, lui è seguito ormai da anni presso il Boston Children’s Hospital. Chi ne è affetto non subisce alcun danno alla mente, gli effetti sono quindi evidenti solo sul piano fisico ed estetico.

Proprio per questo il giovane non ha mai voluto trascurare gli studi. Solo poche settimane fa è diventato magistrale in Molecola Biology (nel 2018 aveva ottenuto la sua prima laurea). Nel 2019 è invece diventato Cavaliere della Repubblica per il suo impegno a favore dei malati di progeria.

Un intervento decisivo

Nel 2019 Sammy si è sottoposto a un’operazione delicata ma determinante. Il giovane è stato infatti operato per stenosi calcifica severa della valvola aortica, un problema tipico dei pazienti anziani. Fino ad ora, però, non c’erano stati pazenti affetti da progeria che si erano sottoposti a un intervento simile.

Tutto si è svolto con esito favorevole presso il San Camillo di Roma. “Il restringimento della valvola è una patologia che progredisce rapidamente – questo è quanto riferito dall’ospedale nella nota emessa subito dopo la conclusione dell’intervento -. Per cui in un arco di tempo realativamente breve avrebbe potuto causare la morte di Sammy. L’unica terapia consiste nella sostituzione della valvola cardiaca con una protesi valvolare fatta con tessuto bologico”.

La sua voglia di non mollare mai

Nel 2013 l’emittente statunitense HBO ha deciso di raccontare la sua storia in un documentario dal titolo “Life according Sam”. Nel settembre del 2014 è stato protagonista di un’avventura che lo ha davvero entusiasmatico e che voleva fare da tempo: ha percorso la Route 66, strada che originariamente collegava Chicago alla spiaggia di Santa Monica. Il National Geographic Channel ha dedicato uno spazio alla sua “impresa”.

Sammy Basso Rai
Foto | Rai

L’anno successivo Sammy è stato invece protagonista al Festival di Sanremo, fortemente voluto dal presentatore Carlo Conti. Questa è stata un’ulteriore occasione per farsi conoscere e di fare capire come il suo spirito combattivo possa essere un esempio per tutti. Ma c’è ancora un desiderio che lui vorrebbe realizzare al più presto: lavorare presso il Cern di Ginevra.


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