Masterchef, lo sfogo del concorrente Girardi: “Ricordatevi che siamo persone”

Dopo l'eliminazione ha dichiarato che il programma gli è costato "qualche seduta dall’analista"

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newsby Matteo Bruzzese9 Gennaio 2023


“Ricordatevi che siamo delle persone”. È l’appello che Francesco Girardi, concorrente dell’ultima edizione di Masterchef, ha fatto ai giudici del talent show in onda su Sky, Antonino Cannavacciuolo, Bruno Barbieri e Giorgio Locatelli, esortandoli a considerare i concorrenti non solo come “aspiranti chef” ma come esseri umani. “La pressione, interna ed esterna al programma, è tanta – ha poi dichiarato al Corriere della Sera -. Diciamo che questa uscita anticipata da Masterchef mi è costata qualche seduta dall’analista”.

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La pressione dei talent

Non è la prima volta che per i talent show si parla di pressione eccessiva sui concorrenti e del rischio di confondere il valore della persona con il valore delle sue capacità. In questi programmi è presente il confronto continuo con l’avversario, spesso si vedono pianti, crisi di rabbia, momenti di confusione. A ogni prova vengono individuati i migliori e i peggiori e i giudizi dei giudici sono di frequente severissimi. Di “pressione” aveva parlato anche Giovanni Ciacci, personaggio televisivo ben più esperto del concorrente di Masterchef, che nel 2018 dopo una puntata di Ballando con le stelle, in cui aveva ballato un tango con il compagno, aveva detto: “Non me la sento di andare avanti, mi dispiace. Io non me la sento. So di darvi una delusione a tutti ma non me la sento più”. Ciacci aveva poi deciso di rimanere “per il grande calore e sostegno che mi avete dimostrato in questa difficile settimana”, ma il tema rimane della pressione dei talent sui concorrenti rimane: il giudizio di poche persone, i giudici, o molte, le centinaia di migliaia di persone che guardano il programma, può essere pesante per chi ha paura di fallire e di non essere all’altezza.

“Sfogo non era sul giudizio, ma su come era stato espresso”

Dopo l’eliminazione (avvenuta giovedì 5 gennaio per il pubblico televisivo, ma le puntate del programma sono state girate mesi fa) Girardi è tornato a parlare dell’eliminazione, rilasciando l’intervista al Corriere in cui ha spiegato di aver “percepito come molto pressante il giudizio dei giudici. E a quel punto mi sono sfogato”. Soprattutto perché “in quel momento sentivo di essere trattato come un professionista. E va fatta una premessa. Noi concorrenti non siamo professionisti. Siamo tutti amatori”. L’ormai ex concorrente, che di professione fa il fotografo, ha però spiegato che l’esperienza a Masterchef è stata “utilissima” dal punto di vista lavorativo perché per “lavorare come fotografo nei ristoranti e quindi anche in cucina è utile conoscere quello che succede per davvero in quegli ambienti. Se hai lavorato in cucina sai benissimo come fare per rendere al meglio come fotografo in quell’ambito”. Quindi nessuna polemica, ma Girardi ha voluto spiegare i motivi dello sfogo: “Forse ho sbagliato, per altro di solito con gli gnocchi me la cavo bene. È stata una giornata storta e per davvero ho cucinato i piatti peggiori: voglio precisare che lo sfogo non è riferito al giudizio in sé, che accetto, ma al modo in cui è stato espresso”.

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“Non c’è un copione, quello che succede è vero”

A chi ha messo in dubbio la veridicità dello sfogo, insinuando che sia frutto di un copione, ha risposto che “non essere lì presenti in trasmissione rende molto poco sulla realtà delle cose. Non è assolutamente un copione. Assolutamente. Quello che succede è vero”. Poi ha aggiunto: “La frase che ho detto prima di uscire era riferita a un contesto ben preciso, ovvero il rapporto tra me e loro in quel preciso momento. Uno sfogo comunque dettato da una rabbia provata anche nei miei confronti perché con i piatti preparati per quella puntata non ero stato capace di tirare fuori il cuoco – ripeto amatoriale – che è in me”.

La risposta dei giudici

Dopo lo sfogo di Girardi, secondo quanto riporta Repubblica gli stessi giudici sono intervenuti sulla questione. Locatelli ha sostenuto che “l’idea dell’umiliazione non fa parte della mia filosofia di vita. Lo chef è una persona: noi veniamo da cucine in cui siamo stati umiliati, ma non vogliamo perpetuare questo modello, non funziona”, mentre Cannavacciuolo ha sottolineato che “da quando ci sono io nessuno è mai stato preso di mira”. Per Barbieri, infine, “il rispetto è la base”.


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