Maneskin, cosa pensa veramente la critica americana e inglese del nuovo album Rush!

Dall'estero non sono arrivate solo critiche ma anche elogi soprattutto dalla stampa del Regno Unito

Maneskin
Maneskin
newsby Matteo Bruzzese20 Gennaio 2023


I Maneskin fanno sempre discutere e polarizzano le opinioni su tutto quello che fanno, non solo sui palchi ma anche sui social e in televisione. In questo caso però a far discutere è la musica del loro ultimo album Rush!, pubblicato oggi 20 gennaio e destinato a essere ascoltato dal pubblico di tutto il mondo, vista ormai la larghissima audience raggiunta dal gruppo romano formato da Damiano David (voce), Victoria De Angelis (basso), Thomas Raggi (chitarra) ed Ethan Torchio.
In Italia sta infatti rimbalzando su tutti i siti di musica e informazione la recensione che stronca il disco da parte dell’autorevole rivista statunitense The Atlantic, la quale fin dal titolo si pone la domanda retorica: “Questa è la rock band che dovrebbe salvare il Rock and Roll?”. Ma la stampa americana e inglese ha veramente stroncato l’album?

Damiano David dei Maneskin
Damiano David | Photo by Sven Mandel under the Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license (CC BY-SA 4.0)

Le recensioni della critica statunitense

Su The Atlantic l’editorialista Spencer Kornhaber ha parlato delle canzoni dei Maneskin definendole “chiaramente riciclate e sfacciatamente mediocri”. I testi invece sono bollati come “timidi tentativi di scioccare e infastidire”. Insomma la tesi è che ci sia più fumo che arrosto e che il loro successo sia più televisivo che musicale.
Anche Rolling Stone è piuttosto negativo nel giudizio, ma ‘salva’ i Maneskin già dal titolo definendoli il gruppo di cui non abbiamo bisogno ma comunque “piuttosto divertente”. La critica riguarda soprattutto i testi e le ‘pose’ da rockstar: “Difficile dire quanto seriamente i Måneskin prendano queste sciocchezze. Certamente essere sopra le righe si adatta meglio a loro”.
Alla fine della recensione la rivista chiosa: “In un panorama dominato da tutto tranne che dal rock, i Maneskin sanno di doversi spingere oltre i limiti”, ma così facendo “riescono solo a confermare quanto l’hard rock & roll debba lavorare di questi tempi per farsi notare”.

Thomas Raggi dei Maneskin
Thomas Raggi | Photo by Sven Mandel under the Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license (CC BY-SA 4.0)

Cosa pensano i critici inglesi

Molto meno severi i critici inglesi, a partire dal The Guardian che assegna tre stelle su cinque all’album e lo analizza in un lungo articolo, parlando anche della storia del gruppo e delle sue influenze. Secondo l’autore Alexis Petridis l’abilità dei Maneskin risiede non solo “nell’assemblare una serie di influenze in qualcosa che sia genuinamente coerente”, ma anche nel far sembrare il risultato finale “innocente” e non un solo un “esercizio di stile ponderato”. Per il critico, anche se a volte nei brani si avverte “uno stucchevole desiderio di compiacere”, il risultato ottenuto è molto spesso “contagioso”.
Giudizio positivo ma con meno riserve per Kerrang, che si occupa di rock, punk e metal, il quale assegna un punteggio di 4 su 5 al disco ed esalta le doti canore di Damiano. Secondo la rivista quando i Maneskin “attingono all’esuberanza giovanile” e “all’eccentricità” sono “assolutamente inarrestabili”.
Per Nme, New Musical Express, l’album è “un’istantanea di come i componenti della band hanno vinto lo snobismo e sono diventati una realtà di cui tutti hanno voluto approfittare”, ma in alcuni punti le tracce, soprattutto i singoli “sono troppo slegate dal resto del disco”. Insomma, non solo stroncature da parte della stampa estera per un disco che certamente farà ancora molto discutere di sé.


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