Lidia Poët, chi era l’avvocata interpretata da Matilda de Angelis nella serie Netflix

Nata nel 1855, ha lottato per tutta la vita per riuscire a esercitare la professione dalla quale era esclusa in quanto donna

Lidia Poet
Lidia Poët | Immagine di pubblico dominio
newsby Matteo Bruzzese23 Gennaio 2023


Dal 15 febbraio sarà disponibile su Netflix La legge di Lidia Poët, serie con protagonista Matilda De Angelis e dedicata alla prima donna in Italia a entrare nell’Ordine degli Avvocati. Ma qual è la storia della vera Lidia Poët?

Chi era Lidia Poët

Nata il 26 agosto 1855 a Traverse di Perrero, in provincia di Torino, era ultima di quattro fratelli e tre sorelle in una famiglia valdese benestante. Nel 1878 è stata la prima donna a iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza di Torino, dove si è laureata a pieni voti nel 1881, con una tesi sulla condizione della donna nella società, in particolare sulle problematiche legate al diritto di voto alle donne.

Placca commemorativa dedicata a Lidia Poet
Placca commemorativa dedicata a Lidia Poet | Photo by Betty&Giò under the Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license ( CC-BY-SA-4.0)

L’iscrizione all’ordine e la revoca

Dopo aver finito il praticantato e aver superato l’esame di abilitazione alla professione forense, nel 1883 ha chiesto l’iscrizione all’Ordine degli Avvocati e Procuratori di Torino e la sua domanda è stata inizialmente accolta. Subito dopo sono nate le polemiche e le ostruzioni alla decisione: in seguito alle dimissioni dall’Ordine dei consiglieri che si erano opposti alla scelta di accogliere la richiesta, il procuratore generale del Re ha impugnato l’iscrizione della Poët davanti alla Corte d’Appello di Torino. Quest’ultima nel 1883 ha accolto la richiesta del procuratore e ha revocato l’iscrizione della Poët all’Albo degli avvocati.

La sentenza della Cassazione

Dopo la sentenza Lidia Poët non si è data vinta e ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, la quale però nel 1884 ha confermato la decisione della Corte d’Appello, dichiarando che la donna non poteva esercitare l’avvocatura perché la professione forense doveva essere qualificata come un “ufficio pubblico”, il che comportava l’esclusione in quanto l’ammissione delle donne agli uffici pubblici doveva essere esplicitamente prevista dalla legge. Quando la legge taceva, come nel caso dell’avvocatura, non era possibile interpretare il silenzio del legislatore alla stregua di un’ammissione.

Avvocata nel 1920

Pur non potendo esercitare la sua professione a pieno titolo, dopo la revoca Poët ha cominciato a collaborare nello studio legale del fratello Enrico e a difendere i diritti dei minori, dei detenuti e delle donne, sostenendo anche la causa del suffragio femminile.
Al termine della prima guerra mondiale, la legge Sacchi del 1919 ha abolito l’autorizzazione maritale e ha autorizzato le donne a entrare nei pubblici uffici. Nel 1920 Lidia Poët, all’età di 65 anni, è entrata quindi di nuovo nell’Ordine, divenendo ufficialmente la prima avvocata in Italia. Due anni dopo, nel 1922, è stata presidente a Torino del Comitato pro voto donne, ottenuto nel 1945, quattro anni prima della sua morte avvenuta nel 1949 quando l’avvocata aveva 94 anni.

Matilda De Angelis
Matilda De Angelis | Photo by Aledesimone71 under the Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license (CC BY-SA 4.0)

La serie

La storia di Lidia Poët sarà raccontata dalla serie Netflix La legge di Lidia, prodotta da Groenlandia, disponibile dal 15 febbraio in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo. Nel cast assieme a Matilda De Angelis ci sono Eduardo Scarpetta che interpreta il giornalista Jacopo Barberis, che passa le informazioni alla giovane avvocata, Pier Luigi Pasino nelle vesti di Enrico Poët, fratello di Lidia, mentre Sara Lazzaro e Sinéad Thornhill interpretano Teresa Barberis, moglie di Enrico, e Marianna Poët, la loro figlia. La serie, diretta da Matteo Rovere e Letizia Lamartire, consiste in sei episodi e si svolge nella Torino di fine ‘800. La trama vede Lidia Poët alle prese con la sentenza della Corte d’Appello di Torino che dichiara illegittima la sua iscrizione all’albo degli avvocati, impedendole di esercitare la professione solo perché donna. Lidia però comincia a lavorare nello studio legale del fratello Enrico e nel frattempo prepara il ricorso per ribaltare la sentenza.


Tag: NetflixSerie Tv